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…con Giovanni GiammarvaTUTTOmercatoWEB.com
domenica 4 dicembre 2022, 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo

…con Giovanni Giammarva

Terremoto Juventus. Club al centro di tante vicende di natura economica e burocratica. Ma cosa rischia davvero la Juve? Cosa viene contestato ai tifosi bianconeri? Tuttomercatoweb ha interpellato a tal proposito il Dottor Giovanni Giammarva, commercialista, esperto in società di calcio sul piano finanziario, già consulente delle Procure e perito dei Tribunali di tutta la Sicilia ed ex presidente del Palermo durante l’ultimo periodo Zamparini.

Dott.Giammarva, che succede alla Juventus?
“Come tutti sappiamo c’è un’indagine in corso nei confronti della società Juventus per delle operazioni contabili che hanno avuto refluenza nei bilanci pregressi della società ritenute dalla Procura di Torino non idonee al mercato borsistico. Proprio perché la società è quotata in borsa deve rispettare i principi contabili internazionali”.

Entriamo nel dettaglio.
“Stiamo parlando di un’indagine. Poi ci saranno le deduzioni fatte da accusa e difesa, per cui tutto ciò che si dice e scrive deve essere attentamente valutato. Ci penseranno i magistrati che hanno le competenze per poterlo fare. Ricordiamoci che i bilanci dele società devono essere redatti secondo il dettato del codice civile ma per quelli riferiti alle società calcistiche si deve tenere conto delle raccomandazioni contabili della FIGC e del piano dei conti unificato. Le regole imposte dalla FIGC sono comunque di grado inferiore rispetto al codice civile al quale tutte le aziende devono sottostare”.

Che idea s’è fatto leggendo le carte?
“Ho letto la chiusura indagini del Pubblico Ministero. La contestazione più ricorrente è quella riferita alle plusvalenze reciproche. Per questo argomento argomento bisogna tenere conto del principio contabile IAS38 che al paragrafo quarantacinque parla della permuta delle attività immateriali quali ad esempio i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che al momento dell’acquisto devono essere inseriti tra le attività dell’azienda e quindi soggette ad ammortamento”.

Cosa si intende per plusvalenze baciate?
“Quando si acquista un giocatore nel calciomercato si diventa proprietari dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive che rappresenta un bene che viene inserito tra le attività aziendali come un bene immateriale, perché attribuisce il diritto all’utilizzo delle prestazioni del giocatore per tutta la durata del contratto. L’acquisto di questo bene immateriale ha una refluenza su più esercizi, in quanto il costo viene ripartito per tutta la durata dell’accordo. Se io società ho iscritto tra le immobilizzazioni immateriali un calciatore per cinque milioni di euro e rilevo una perdita di bilancio di dieci, vado a vendere quel calciatore per venti creando una plusvalenza di quindici. A questo punto comprerò un calciatore da un’altra società per venti milioni che iscriverò nel mio bilancio a un costo di quattro milioni annui avendo sottoscritto un contratto quinquennale. Così l’effetto della plusvalenza di quindici milioni si riduce di quattro per via del costo. Quindi abbiamo una plusvalenza netta di undici milioni di cui dieci azzerano la perdita e uno rimane di utile. Con questa operazione ho sanato la perdita. Quindi il patrimonio netto dell’azienda che subisce una perdita patrimoniale si rivaluta economicamente e non finanziariamente e ciò potrebbe creare un disequilibrio perché la gestione ordinaria o caratteristica produce perdite che sono compensate unicamente dalla gestione straordinaria e quindi dalle plusvalenze e non da quella ordinaria legata a costi e ricavi d’esercizio”.

Beh, le plusvalenze non sono certo vietate.
“La norma non le vieta. L’unico problema potrebbe essere quello della permuta che secondo lo IAS 38 bisogna dare il valore equo (fair value)!all’operazione. Valore che non è semplice da stabilire soprattutto nel calcio dove la valutazione dei calciatori è estremamente complesso. A ciò è venuto incontro un lavoro del Professor Giovanni Fiori, docente di diritto commerciale, il quale sostiene che il miglior metodo per esprimere un valore sia il metodo empirico delle transazioni comparabili”.

Ossia?
“Quello di prendere in considerazione le transazioni del calciomercato estivo e invernale della stagione precedente facendo una segmentazioni dei calciatori per ruolo svolto, minuti giocati e rendimento andando a stabilire il valore medio delle transazioni di calciatori già segmentati classificandoli in gruppi. Ad ogni calciatore del gruppo di appartenenza viene attribuito un valore pari alla media delle transazioni del mercato precedente. Successivamente questi valori vengono corretti sulla base dei dati a disposizione”

Viene contestata anche l’evasione dell’IVA con delle fatture di alcuni procuratori.
“Bisognerebbe vedere l’oggetto delle fatture e vedere di che prestazione si parla. Qualche perplessità nasce, ad esempio nell’esercizio del 2018 si parla di un imponibile di circa 127000 euro riferito ad una fattura della Reset Group con, secondo la Procura, un’Iva indebitamente detratta di circa 28000 euro. Nel 2019 si parla invece di una serie di fatture per complessivi 604.000 euro dove tra le tante troviamo due fatture dello stesso importo da parte del precedente committente con un’Iva indebitamente detratta di circa 133.000 euro. Nel 2020 si contesta un imponibile di 732.000 circa dove troviamo anche qui due fatture della Reset con importi differenti. Nel 2021 vi è un imponible complessivo di 525.000 euro con tre fatture della Reset Group per complessivi 300.000 euro di imponibile e una di 225.000 da parte della GG11 che troviamo anche nel 2019 con una fattura contestata di 250.000 euro.
Come detto bisognerebbe vedere a cosa si riferiscono le fatture, si tratta di possibili costi accessori dell’acquisto dei calciatori. Ma considerati i volumi della Juventus sono importi che destano perplessità, si parla di una società che fattura dai grandi numeri. E quindi questi importi non hanno grande rilevanza nell’economia del club. Sempre nell’economia del club, ammesso e non concesso che le operazioni fatte possano essere considerate non corrette, se volesse Exor, società che detiene la Juve, potrebbe sottoscrivere un aumento di capitale e chiudere finanziariamente il problema. Stiamo parlando di una società che ha una consistenza patrimoniale rilevante”.

E poi ci sono le intercettazioni sugli stipendi durante la pandemia, con delle rinunce che non sarebbero veritiere perché i compensi sarebbero stati spostati all’anno successivo.
“Le intercettazioni sono una cosa, i fatti e i contratti un’altra perché durante una conversazione telefonica si possono dire determinate cose per motivi diversi. Porto un esempio: quando Zamparini mi ha detto che voleva fare rientrare il marchio nella società del Palermo e aveva già parlato con gli avvocati, io non ho voluto perché non mi sembrava corretto nei confronti della Procura che indagava. Per convincere Zamparini a non farlo gli ho detto che non era giusto eseguire questa operazione perché il credito che avevamo nei confronti del marchio si sarebbe trasformato in immobilizzazione cambiando l’indice di bilancio per l’iscrizione al campionato. Ho usato questa scusa per convincerlo a farmi dire di sì. Ebbene, questo è stato interpretato come una mia complicità in tutta l’operazione quando invece era un modo per non creare problemi.
Dunque bisognerebbe verificare nel caso della Juve relativo agli stipendi se stiamo parlando di uno slittamento di retribuzione o magari un bonus e quindi una cosa di natura diversa”.

Se un tifoso della Juventus al bar le chiedesse lumi su ciò che sta accadendo cosa gli direbbe?
“Di aspettare la fine. Perché ho vissuto sulla mia pelle da presidente del Palermo la rovina di un’immagine andando a ledere la professionalità per poi essere assolto con formula piena in appello”.