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Mazzotta racconta Rino Foschi: “A Cesena mi scelse anche il numero di maglia”TUTTOmercatoWEB
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Oggi alle 10:03Altre Notizie
di Alessio Alaimo

Mazzotta racconta Rino Foschi: “A Cesena mi scelse anche il numero di maglia”

“Di Rino Foschi ho soltanto ricordi positivi, al Cesena mi ha dato la possibilità di giocare in Serie A per la prima volta in carriera”. Parole firmate Antonio Mazzotta, terzino sinistro ex di Lecce e - tra le altre - Cesena e Palermo, per la biografia di Rino Foschi ( Il mago del calciomercato - Ed.Amazon). Stagione 2014/2015, un affare chiuso dal Crotone al Cesena quasi sul gong del calciomercato. “Mi ha scelto anche il numero di maglia, il 3. Un numero che non mi faceva impazzire, ma che dovetti accettare per il modo in cui me lo impose”. Cuore, passione. Emozioni. E arrabbiature quando arrivavano le sconfitte. “Perdemmo 2-3 contro il Torino. A fine partita - continua l’attuale capitano dell’Athletic Palermo - il direttore praticamente ci fece la telecronaca di quanto accaduto con toni molto accesi. Ci disse: ‘Partiamo male, recuperiamo e andiamo sul 2-2. Sembrava che potessimo recuperare. E invece entra Maxi Lopez, che è in sovrappeso, e ci fanno il terzo gol?’ E via di imprecazioni”. Mazzotta ritroverà Foschi anche al Palermo nella stagione 2018/2019. L’ultima del Palermo prima del fallimento. “Mi chiamò a giugno: ‘Mazzottino, non prendere impegni che vieni a Palermo’. Ero felice. Per qualche mese non l’ho sentito, mi sono preoccupato. Mentre il mio procuratore aveva chiuso l’accordo con lo Spezia io pensavo ad andare al Palermo. Così l’agente chiamò Rino e in poco tempo chiudemmo l’affare. Devo dirgli grazie, mi ha dato la possibilità di giocare per la squadra della mia città. E quell’anno - rimarca Mazzotta - ha fatto di tutto per salvare il Palermo, non gliel’hanno permesso”. Anche in rosanero non sono mancate le sfuriate. Aprile 2019. “Dovevamo giocare contro il Padova, lui - ricorda Mazzotta - faceva di tutto per mantenere alta l’attenzione durante la settimana mentre il mister, Stellone, cercava di tranquillizzarlo. La partita non andò come sperava, le urla si sentirono fino al piazzale dello stadio. E così - continua - esonerò l’allenatore”. Poche parole, da Antonio Mazzotta per definire Rino Foschi: “Un grande. Un direttore sportivo ed una persona - conclude - eccezionale”.