Dalla Juventus al Palermo passando per Ascoli, l'incredibile coincidenza storica che unisce i tre club
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01.11.2026 08:47Altre Notizie
Dai banchi di scuola ai salotti dell'alta borghesia anglo-sicula, fino ai circoli polisportivi di provincia: la nascita del calcio in Italia è un romanzo d’appendice fatto di passioni giovanili ed errori di lavanderia.
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C’è un filo rosso invisibile che unisce le origini di Juventus, Ascoli e Palermo, tre club storici del calcio italiano, è un filo fatto di gioventù, di fortuite coincidenze cromatiche e di quell'influenza britannica che, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, importò il "football" nella penisola, se oggi queste squadre muovono passioni più o meno grandi, la loro genesi assomiglia a un racconto romantico d'altri tempi.
Juventus: il sogno dei liceali su una panchina di Torino
La storia della Juventus comincia il 1° novembre 1897 su una panchina di corso Re Umberto a Torino, un gruppo di studenti del Liceo Classico Massimo d'Azeglio, uniti dalla passione per il nuovo sport d'oltremanica, decide di fondare uno "Sport-Club". La prima sede è l'officina ciclistica dei fratelli Canfari. I ragazzi scelgono un nome latino che sa di futuro: Juventus, la gioventù.
Inizialmente si gioca in camicia bianca, ma nel 1898 si passa a una divisa rosa con cravatta nera, il mito attuale nasce però nel 1903 grazie a un imprevisto. Stanchi delle maglie rosa che sbiadiscono a ogni lavaggio, i dirigenti chiedono al socio inglese John Savage di ordinare nuovi kit resistenti dalla Gran Bretagna. Per un errore di spedizione legato alla fede calcistica di un amico di Savage, a Torino arriva un carico di maglie a strisce verticali bianche e nere del Notts County. È la nascita ufficiale dei Bianconeri.
Ascoli: la polisportiva marchigiana nata in un giorno di festa
Esattamente un anno dopo la Juventus, il 1° novembre 1898, la scintilla del calcio si accende nelle Marche, dodici giovani ascolani appassionati di sport si riuniscono per fondare il "Circolo Sportivo Vigor". Inizialmente la società si dedica a più discipline, dal ciclismo alla ginnastica, trovando nel calcio la sua espressione più travolgente solo qualche tempo dopo, anche per l'Ascoli, l'approdo al bianconero è frutto di un'evoluzione storica. Agli albori, la Vigor scende in campo con semplici divise bianche decorate dallo stemma cittadino, abbinate a calzoncini neri per pura comodità logistica, sarà solo negli anni Venti e Trenta, con le successive evoluzioni societarie nell'U.S. Ascolana, che quel contrasto elementare si stabilizzerà nelle storiche strisce verticali bianconere. Un binomio cromatico che diventerà il simbolo della "Regina delle Marche", reso eterno decenni più tardi dall'epopea del presidentissimo Costantino Rozzi.Palermo: i mercanti inglesi e la metafora del dolce e dell'amaro
Spostandosi al sud, la fondazione del Palermo respira l'aria cosmopolita di una Sicilia dominata dai commerci con l'Inghilterra. Il 1° novembre 1900, l'aristocratico Ignazio Majo Pagano, che ha scoperto il calcio durante gli studi a Londra, fonda insieme al console britannico Edward de Garston l'“Anglo-Palermitan Athletic and Foot-Ball Club”. Le prime partite si giocano con una divisa rossoblù, la svolta romantica arriva nel 1907, il dirigente Giuseppe Airoldi suggerisce di abbandonare i vecchi colori, ormai troppo comuni, per adottare il rosa e il nero. In una celebre lettera inviata al presidente Giosuè Whitaker, Airoldi definisce il rosa come "il dolce", simbolo del rosolio e delle vittorie, e il nero come "l'amaro", specchio delle sconfitte e dei momenti difficili. Nacque così il "Rosanero", una delle combinazioni cromatiche più uniche, poetiche e ammirate del calcio mondiale. Buon compleanno a tutte e tre le squadre storiche del nostro calcioAltre notizie
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