ESCLUSIVA PARMALIVE - Atzori: "Parma, puoi centrare l'Europa, ma non sottovalutare il Catania"
A poche ore dall'inizio di Parma-Catania, gara valevole per il 23esimo turno di serie A, la redazione di ParmaLive.com ha contattato un doppio ex dell'incontro, Gianluca Atzori, che sulla panchina ducale ha seduto solamente da vice di Silvio Baldini, poi sostituito a stagione in corso da Pietro Carmignani.
Domenica si affrontano due squadre che stanno vivendo momenti diametralmente opposti. Ad inizio campionato si sarebbe aspettato un Parma così in alto in classifica e un Catania addirittura ultimo?
“Che il Parma potesse fare un ottimo campionato l’avrei messo in preventivo, anche perché quest’estate la società si è mossa in maniera molto oculata sul mercato. Per ciò che concerne il Catania, mai mi sarei immaginato che, con la squadra dell’anno scorso, avrebbe potuto soffrire così come sta soffrendo”.
Che partita si aspetta? L’esito è così scontato come potrebbe sembrare?
“No no, non è scontato, perché il Catania è un’ottima squadra con un allenatore molto bravo. Il Parma dovrà stare attento, in serie A non esistono squadre materasso: l’ultimo in classifica può battere chiunque se viene sottovalutato. I ducali devono tenere la guardia molto alta, il Catania ha degli ottimi attaccanti”.
Lei a Parma ha fatto il vice di Baldini in quella stranissima stagione in cui i crociati rischiarono seriamente di retrocedere, giungendo però sino in semifinale di Coppa Uefa. Quali furono le difficoltà incontrate dalla squadra? Perché questa netta differenza tra il cammino in Italia e quello in Europa?
“Sinceramente anche noi ne abbiamo parlato e la cosa rimane alquanto strana, perché in Europa incontravamo formazioni forse anche più pronte e qualitativamente più forti rispetto a quelle del campionato italiano, dove invece andavamo in difficoltà. Lo ricordo benissimo, per arrivare in semifinale dovemmo battere squadre sulla carta più forti di noi. Poi, invece, in campionato trovavamo difficoltà a giocare contro squadre ampiamente alla nostra portata come Brescia e Lecce. Sinceramente una causa precisa non saprei trovarla, credo si sia trattato di un insieme di cattive prestazioni che poi alla fine hanno portato sfiducia e cattivi risultati, rendendo difficile riaddrizzare la stagione”.
In quella stagione la rosa del Parma poteva contare su Marchionni, che, ancora oggi, indossa la maglia crociata. A suo parere quanto è importante il centrocampista per il gioco del Parma? Si sarebbe mai aspettato che un’ala puro sangue come lui sarebbe diventata nel tempo un regista?
“Non ci avrei neanche pensato al fatto che sarebbe potuto diventare un regista. Che possa fare l’esterno di centrocampo in un centrocampo a tre ci può stare, perché, nonostante l’età che avanza, lui è ancora dotato di una buona gamba. A centrocampo potrebbe dire ancora la sua, come sta facendo, del resto, sta disputando dei campionati uno più bello dell’altro. Da regista puro Marco non ce lo vedo, però, i risultati che sta ottenendo sono ottimi, perciò credo che Roberto Donadoni sia stato lungimirante nella scelta e nell’individuare un nuovo ruolo per lui”.
L’entusiasmo derivante dall’anno del Centenario e dagli ultimi importanti risultati acquisiti pensa che possa prevalere sulla qualità di squadre blasonate come Milan, Inter e Lazio? Concretamente il Parma quante chances ha di conquistare un posto in Europa League?
“Siamo arrivati a febbraio, credo che adesso cominci la volata che conta. Essere lì tra 2-3 mesi significa davvero che manca poco e niente. Il Parma deve essere bravo a rimanere in quelle posizioni, o comunque lì vicino, il più a lungo possibile. Poi secondo me sarà un’inerzia che si trascinerà: se il Parma riuscirà a rimanere lì fino ad aprile, secondo me l’Europa poi la centrerà”.
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