ESCLUSIVA PARMALIVE - Giandebiaggi: "Col Sassuolo gara difficile, per loro è l'ultima spiaggia. Schelotto? Utile a gara in corso"
A poco meno di ventiquattro ore dall'attesissimo derby contro il Sassuolo di Alberto Malesani, la redazione di ParmaLive.com ha contattato un doppio ex dell'incontro. Si tratta del parmigiano doc Marco Giandebiaggi, che ai nostri microfoni ha anche parlato di Schelotto, della gara con la Fiorentina e del fiorente Settore Giovanile ducale.
Domani si gioca un derby, a Reggio Emilia, contro Malesani e Sansone, e inseguendo l’Europa. Inevitabilmente non sarà una partita come tutte le altre per il Parma:
“Direi di no. Per il Parma è una tappa d’avvicinamento a quello che è un sogno. Deve riprendersi dalla partita contro la Fiorentina, che poteva finire meglio, visto che ha giocato quasi tutto il secondo tempo in superiorità numerica. Siamo stati puniti da un calo e dalla magia di Mati Fernandez. Domani la partita sarà difficile, perché per il Sassuolo è un po’ l’ultima spiaggia, soprattutto per Malesani, però speriamo di vincere. La società neroverde sta facendo le cose per bene, ma non è facile quando vieni su dalla B e cambi così tanti giocatori…”.
Il Parma nel suo miglior momento della stagione affronta un Sassuolo nel suo peggior momento. Sulla carta appare tutto così scontato, ma in realtà non è esattamente così. Dove potrebbero nascondersi le insidie del match per i crociati?
“Io credo che il Parma abbia tutto da guadagnare, così come il Verona e il Torino: più punti ottengono strada facendo, e più queste squadre giocano libere di mente. Tutti i risultati utili consecutivi ottenuti non sono frutto della fortuna, bensì del lavoro dei ragazzi. Abbiamo una discreta squadra, con buone individualità, però il fatto di aver potuto giocare liberi di mente ha portato anche a questi risultati. Penso all’idea di gruppo che ha dato il mister, che a turno ha escluso qualche giocatore, vedi Amauri a Cassano. La cosa che si nota è che, chi scende in campo, non fa rimpiangere chi è stato sostituito. I ragazzi ci credono fino in fondo, sanno che hanno una grossa opportunità, anche perché la salvezza l’abbiamo quasi raggiunta e il resto è tutto in più. Per il Sassuolo, invece, è tutto più difficile, perché, anche senza la pressione del pubblico, ogni loro partita è da dentro o fuori”.
Schelotto in settimana ha dichiarato di voler esultare in caso di gol, nonostante il suo recente passato in neroverde. Quella contro il Sassuolo potrebbe essere la gara buona per vederlo dal 1’, visto che il centrocampista si è già dimostrato letale contro le sue ex squadre (vedi il match di Bergamo)?
“Potrebbe, però credo sia probabile vederlo a partita in corso. I crociati hanno trovato un buon assetto, e al di là del dualismo Gobbi-Molinaro, credo che la squadra sia ben consolidata. Il mister dovrebbe andare avanti con le sue idee, e mi sembra logico, visti i risultati raccolti sino ad ora. Schelotto è un valore aggiunto, a partita in corso può dire la sua. È normale che ci terrà a fare bella figura contro la sua ex squadra, però penso che il reparto offensivo non verrà cambiato”.
I 13 risultati utili consecutivi raccolti da novembre ad oggi parlano chiaro: il Parma gode di ottima salute e può mettere in difficoltà qualunque squadra. Considerando però che tutto è sempre migliorabile, secondo lei c’è un aspetto sotto il quale la squadra di Donadoni dovrebbe ancora lavorare? I crociati hanno un piccolo punto debole?
“Forse ci sono ancora dei piccoli cali di concentrazione, ma non saprei a cosa sono dovuti. Ad esempio, io da allenatore mi sarei sicuramente arrabbiato lunedì scorso, però bisogna anche andare a vedere nello specifico che cosa è successo nel secondo tempo di Parma-Fiorentina. Eravamo con un uomo in più, in vantaggio di un gol, e il fatto di aver lasciato giocare la Fiorentina, che è un’ottima squadra sotto il profilo del palleggio, secondo me è stato un errore. Tuttavia bisogna capire se si è trattato di un discorso di arretramento, inconscio della squadra o se è subentrata un po’ di stanchezza. Nella ripresa mi sarei aspettato un atteggiamento un po’ più propositivo del Parma, però il calcio è così: pur non tirando in porta, a volte basta una magia a risolvere le cose. La squadra è maturata molto, ma i margini di miglioramento ci sono sempre. Forse bisognerebbe lavorare un po’ di più sulla continuità nell’arco della stessa partita”.
Tra le note liete in casa Parma c’è un Settore Giovanile che sta sfornando tanti talenti tra cui Cerri e Mauri, peraltro già finiti nel mirino dei top club italiani. Da parmigiano doc quanto le fa piacere vedere i ragazzini della cantera crociata aggregati alla Prima Squadra?
“Conosco bene sia Cerri che Mauri: Alberto l’ho allenato e José è arrivato quando c’ero io. Sono dei ragazzi con ottime qualità e sono contento per entrambi, soprattutto per Alberto, figlio di un mio grande amico, che spero possa ricalcare le orme dei vari Melli e Giandebiaggi, ossia dei parmigiani che sono venuti fuori dal Settore Giovanile del Parma”.
Lei che ha allenato per diversi anni nel Ducato può svelarci il segreto del Settore Giovanile gialloblù?
“Nel Settore Giovanile lavorano persone competenti. Comunque sia, penso che, in generale, i Settori Giovanili non dovrebbero smettere mai di far crescere i ragazzi, al di là dei risultati, che sono elementi secondari. Quello del Parma è un percorso iniziato tanto tempo fa, i risultati non si ottengono dall’oggi al domani. Speriamo che Cerri e Mauri siano i primi di una lunga serie di ragazzi venuti fuori dalla Primavera, anche se in Italia è sempre difficile far saltare fuori i giovani. Da parmigiano che è cresciuto nel Parma e che ha esordito nel Parma, posso dire che non c’è cosa più bella di questa. Auguro il meglio a Cerri e Mauri, così come a tutti gli altri ragazzi crociati. Penso che Alberto, da parmigiano, possa essere la persona più felice del mondo, se avrà la possibilità di proseguire la sua carriera professionistica nella squadra della sua città”.
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