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Parma, Cuesta: "Sono felice per la città e per i tifosi. Merito di tutti, soprattutto dei calciatori"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 17:47Serie A
di Edoardo Mammoli

Parma, Cuesta: "Sono felice per la città e per i tifosi. Merito di tutti, soprattutto dei calciatori"

Ore 17.05 - A breve la conferenza stampa del tecnico crociato Carlos Cuesta al termine di Parma-Pisa. Ore 17.34 - Inizia la conferenza. Che riflessione si fa di questa stagione? "Sono felice, per la città, per i tifosi. Tutti meritano di avere il Parma in Serie A, non è scontato dopo le tante difficoltà. È stata un'annata difficile ma anche nello spirito di questo club c'è il farsi forti nelle difficoltà. Sono contento perché abbiamo vissuto momenti difficili, con sconfitte pesanti ma siamo riusciti a vivere una giornata bella insieme, arrivando insieme al traguardo. È merito di tutte le persone del club, dai dipendenti ai giardinieri, dai cuochi ai dirigenti e soprattutto i calciatori, che si sono messi a disposizione dal primo giorno e hanno fatto il loro massimo per raggiungere l'obiettivo. Adesso dobbiamo continuare a crescere, abbiamo ancora quattro partite che ci permettono di crescere di più. Vogliamo rappresentare al meglio il Parma. Probabilmente faremo un allenamento a porte aperte e vorremmo la massima partecipazione possibile". Com'è cresciuto Carlos Cuesta in questa stagione? Cosa si aspetta dal futuro? "Non mi aspetto niente! Sono nel presente e non mi piace parlare di me. Non è un giorno mio, ma della città e del club. Mi sono sempre sentito onorato e privilegiato, perché qua è stata la prima volta che ho fatto una conferenza stampa e ho iniziato il mio lavoro da allenatore. La prima volta che avevo allenato da solo era a 22 anni. Quando è arrivata questa opportunità, ero assolutamente convinto di poter fare bene, altrimenti non sarei qua. E soprattutto ho sentito la responsabilità di ripagare quella fiducia, in una scelta in cui tanti si giocavano tanto. Ho approcciato con umiltà, provando a imparare il massimo possibile. Non avevo lavorato con nessuno del mio staff, con nessun giocatore e con la Serie A. Ma conoscevo il passato di molti. Ho provato a mettermi a disposizione per capire il contesto e potenziarlo, oltre a guadagnare credibilità. Magari pensavano fossi un filosofo, ma io ho provato ad aiutare i ragazzi e creare la linea guida giusta per la squadra, creando continuità con quanto era andato bene l'anno scorso. Ho fatto mille errori, cambierei tanto ma secondo me fa parte della vita. Ho provato a farlo coi miei valori e con onestà, mettendomi sempre a disposizione di ciò che era meglio per il Parma, provando a ripagare la fiducia. Mi sono sentito stimato, protetto, onorato. Ho avuto dubbi e difficoltà, anche paura. Fa parte della vita, è umano, ma ho sempre guardato avanti per fare il massimo: questo è il mio modo di vivere". Cosa rifarebbe? Considerando anche le critiche e il grande risultato ottenuto. "Mi rende orgoglioso avere la possibilità di lavorare con persone del genere ogni giorno. Non è stata una mia impresa ma quella di tutti. Ho provato a mettere il mio contributo. Non sento questa impresa come mia, perché a fare la differenza è stato il collettivo: siamo uno, abbiamo una linea e un modo di giocare. Mettendo il noi davanti all'io. Quello è stato importante, ha creato un'energia dentro al gruppo. Gli errori? Ne farò anche in futuro, vale per tutti. Io provo sempre a guardare dietro e a non ripetere gli errori, ma non vale solo per lo stile di gioco, vale per tutto. Io provo a guardarmi e a migliorare, quello non cambierà. So che l'unico modo di crescere è avere quella mentalità". C'è stato un momento in cui ha pensato che ce l'avreste fatta? "Non c'è stato un momento particolare. Abbiamo provato ad alzare lo standard ogni giorno. Dentro ai nostri punti di forza abbiamo saputo aggrapparci anche nei momenti di difficoltà. Abbiamo continuato a crescere, sapendo anche cosa stavamo facendo bene. Tante volte capita che cercando ciò che non hai, perdi quello che hai. Il campionato italiano è difficilissimo, con tanta competitività e allenatori e squadre di alto livello. È stato un grande master. Dobbiamo ancora dare il 100% per fare più punti possibile". C'è stata l'impressione che volesse vincere a tutti i costi, vedendo anche i cambi. "Se consideriamo la vittoria contro il Verona, abbiamo finito giocando 4-3-3 con tanti giocatori offensivi. Siamo andati con tutto. Anche oggi abbiamo fatto le scelte che pensavamo fossero giuste. Sentivamo che Almqvist ci poteva aiutare ad attaccare la profondità. Abbiamo messo Elphege per fare la doppia punta. Abbiamo scelto di giocare con due punte e fare più cross dall'esterno, come è arrivato il gol. I cambi sono sempre in funzione del risultato". Ore 17.47 - Termina la conferenza.