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Marelli su Parma-Bologna: "Serata complicata per Zufferli e il VAR"

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Francesco Servino
ieri alle 22:15Serie A
autore Francesco Servino
07.11.2026 22:15Serie A
www.imagephotoagency.it
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L'ex arbitro ed analista di DAZN Luca Marelli ha analizzato gli eventi più discussi di Parma-Bologna: “Un tardo pomeriggio molto complicato per Zufferli, in collaborazione con Meraviglia al VAR. All’8’ l’episodio che definisce il match, con l’espulsione di Ndiaye. Guardando le immagini offerte da Meraviglia per la revisione al VAR di Zufferli, gli vengono proposte immagini laterali. Visto così sembra un clamoroso DOGSO, un’occasione da rete chiara. Ma ci sono altre due immagini molto più chiare, le due frontali, che mostrano di come Odgaard si allacci chiaramente ai pantaloncini di Ndiaye e gli impedisce di correre. Anche Ndiaye ha il movimento impedito dall’azione di Odgaard. Ci sono due infrazioni, la trattenuta di Ndiaye e quella di Odgaard. In caso di doppia trattenuta non si deve chiamare al VAR. In caso di espulsione in campo probabilmente avrei accettato la valutazione, ma quando viene chiamato all’On Field Review e gli vengono proposte queste immagini può essere tratto in inganno. Probabilmente avrebbe lasciato la decisione di campo se gli avessero dato tutte le immagini. Una delle linee guida per i varisti è di mostrare le immagini più chiare ed esplicative, ma quelle proposte sono le meno indicative in questo caso. Quelle frontali dovevano essere mostrate, Zufferli ha dovuto valutare da immagini incomplete, e su questo lo giustifico. Si vede la mano fasciata di Odgaard che tiene i pantaloncini di Ndiaye, ma servivano altre immagini”. Sull'episodio Troilo-Daffara nel primo tempo: “La confusione l’ha creata l’assistente Chiaravalle: ha visto un pallone fuori sul tocco di Troilo verso Daffara, che raccoglie la palla, sarebbe stato passaggio al portiere e punizione indiretta per il Bologna. Il VAR può intervenire per assegnare un calcio d’angolo assegnato erroneamente, ma non può far altro che consegnare il pallone al portiere gialloblu per regolamento. Se avesse visto il retropassaggio per Troilo avrebbe potuto cambiare la sua decisione, fino al momento in cui il gioco non riprende. Se non l’ha visto non può neanche intervenire il VAR”. Sul calcio di rigore per il Bologna: “Intanto dico che è stata corretta l’overrule al 55’ su un contatto di Bernardeschi e Mandela Keita. Il fallo commesso dal belga non c’era, e giusto l’intervento del Var. Al minuto 68’ c’è un calcio di rigore con On Field Review per un fallo di Touré su Cambiaghi: Zufferli ha visto in campo un tocco sul pallone, che cambia direzione, anche se a toccarlo è il piede di Cambiaghi ed è chiaro rivedendolo al monitor. Corretta l’assegnazione, corretta la non ammonizione e corretta la procedura”. Sul calcio di rigore per il Parma: “Questo episodio è significato per la linea di arbitraggio di quest’anno. Delprato allunga per Fabbian, Vitik tocca in ritardo Fabbian ed è assegnato il calcio di rigore al VAR. Abbiamo visto episodi più eclatanti sul quali il VAR non è intervenuto, l’imprudenza di Vitik è stata un po’ forzata e il giallo è un po’ eccessivo, ma ci ricorda l’episodio di Inter-Atalanta, il contatto tra Scalvini e Frattesi dell’anno scorso. Rocchi lo aveva interpretato come calcio di rigore che andava assegnato. Quest’anno pensavamo che non avremmo visto episodi così, ma prendiamo atto che anche quest’anno sono considerati rigore e ce ne potremmo aspettare altri nei prossimi mesi”.

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