Il Perugia deve tagliare in fretta il monte ingaggi per limitare le garanzie integrative da depositare
Ci sono ancora 48 ore per decidere il futuro del Perugia, ma - come scrive Francesca Mencacci su La Nazione - in attesa di sviluppi la società inizia a fare i conti. Con un obiettivo ben preciso, nel caso in cui non dovesse avvenire il cambio di proprietà: tagliare, entro il 31 luglio, il più possibile il monte ingaggi. Entro il 7 agosto 2026 le società di Serie C sono tenute a depositare le garanzie integrative se il monte ingaggi o il costo del lavoro supera determinati massimali federali. Questa fideiussione ha lo scopo di coprire i contratti dello staff tecnico (che incide poco, in questo caso) e dei calciatori, assicurando la sostenibilità finanziaria. Se una società di Serie C supera la soglia di 1 milione di euro per il monte ingaggi complessivo, scatta l’obbligo di presentare una fideiussione integrativa pari al 40% del valore eccedente quel milione. Per fare un esempio, se il monte ingaggi, come nella passata stagione, è di circa quattro milioni, la fideiussione dovrà essere 1,2 milioni di euro. Questa garanzia integrativa si somma a quella ordinaria per l’iscrizione, che è stata innalza- ta a 700.000 euro ma per il Perugia è stata di 350.000 euro perché l’indice di liquidità è stato pari o superiore a 0,8. Più è basso il monte ingaggi e più la società avrà una fideiussione inferiore. In tal senso, per il 31 luglio, il Perugia avrà già decurtato oltre agli ingaggi di Angella e Gemello, anche quelli di Montevago e Bacchin. Il club sta cercando di piazzare Bartolomei (ci sarebbe il Livorno e un’altra squadra sempre di C), poi Dell’Orco e Canotto che incidono parecchio sul monte ingaggi biancorosso. Speriamo che poi, però, ci siano anche le entrate. Perché c’è un campionato da giocare, possibilmente senza i patemi della passata stagione. Per avere ambizioni, servirà qualcosa di più.


