Una fuga nel silenzio: l'addio di Insigne al Pescara ha il sapore amaro
Prima lo voleva il Monza, poi sirene dalla Grecia, poi un sorprendente interessamento da parte della Scafatese. Ma alla fine Lorenzo Insigne firma un contratto annuale + opzione di rinnovo per un'ulteriore stagione attivabile dal club. Nonostante tutto fosse già deciso e poche ore prima delle visite mediche, il DS Foggia aveva fatto accenno alla famosa deadline posta dalla società al giocatore giorni fa.
Ora invece parte della tifoseria sarà dispiaciuta, mentre l'altra parte si sarà sentita tradita da questo addio a fari spenti, la notte, mentre tutti dormivano e in un assordante silenzio, anche perché lo stesso Insigne disse "In Serie B solo con il Pescara". Ora... il problema non è il fatto che legittimamente il giocatore abbia deciso di firmare per la Sampdoria, ma essendo lui un professionista, sarebbe stato meglio evitare di lasciarsi andare a tali parole quando poi non sai mai a quali scelte la vita ti può sottoporre.
Mai giocare con i sentimenti, ma soprattutto con quelli di un figlio, di un/una partner e dei tifosi. Non è stata "tradita" solo una maglia, ma la fiducia. Quella fiducia che aveva aperto i cancelli ad un'accoglienza da Re dopo gli anni del trio Verratti-Insigne-Immobile.
Ma abbiamo visto negli anni giocatori che baciavano le maglie per poi abbandonare il proprio club pochi mesi dopo, a maggior ragione in questa epoca dove i sentimenti sono volubili, le persone "cercano emozioni" costanti e la velocità della vita e decuplicata negli ultimi 30 anni.
Alcuni tifosi sui social parlano di codardia. A mio modesto parere non si parla di ciò, bensì di opportunismo professionale, legittimo nell'ottica di un professionista ma che se dosato male può lasciare un amaro in bocca del quale neanche l'eugenolo sarebbe capace
Detto ciò, un in bocca al lupo ad Insigne ma allo stesso tempo invio una pacca sulla spalla a tutti i tifosi delusi.


