Messaggero - Pescara, quanti rimpianti
Più che la domenica delle palme, è stata la domenica dei rimpianti. Il Crotone che vince due partite (solo due) di seguito e si ritrova a un passo dalla salvezza, è una spina conficcata ben dentro al cuore dei tifosi biancazzurri. Una dimostrazione dolorosa e concreta di quanto poco sarebbe bastato per evitare una retrocessione che è già effettiva per tutti, tranne che per l'aritmetica.
Rimpianti ulteriormente accentuati dal fatto che in queste ultime due partite la squadra sembrerebbe avere finalmente trovato un minimo di spessore, di solidità, fatta non solo di inutili ghirigori ma di sostanza, di linearità, di un minimo di atletismo. Insomma, quelle qualità che servono per essere almeno competitivi in serie A. Lo dimostra proprio il Crotone che certo non gioca un calcio scintillante, ma ha forza, fisicità, cattiveria,mentalità, e una voglia feroce di dimostrare che in questa categoria ci può stare. Esattamente quella mentalità battagliera che alla squadra è mancata per molti mesi.
Lo ha dimostrato anche una gara come quella di Empoli, che era la più importante della stagione. Una partita giocata anche abbastanza bene, sicuramente meglio degli avversari che hanno fatto poco o niente e creato solo su palle inattive. Ma anche in quest'occasione i biancazzurri non sono riusciti a scrollarsi di dosso quella leggerezza (nell'accezione negativa del termine) che ha macchiato una prestazione lodevole con errori da matita blu, cominciando dal gol subito da fallo laterale, per finire con i tanti, troppi errori in fase di conclusione. Imperdonabili in una giornata che avrebbe potuto forse ancora cambiare la storia di questa stagione. Questi erano i difetti principali e questi sono rimasti. Tutto il resto è letteratura.
Qualche miglioramento c'è stato. Nelle ultime due gare il Pescara ha rischiato molto poco. Tenendo la linea difensiva piuttosto bassa con un atteggiamento poco zemaniano ma sicuramente più adatto all'organico attuale. E poi ripartendo in contropiede con qualche buona verticalizzazione che, ovviamente, risulta più efficace quando in campo c'è Bahebeck che ha velocità in progressione. Meglio anche il centrocampo con molta più fisicità (malgrado qualche errore in uscita di Muntari) e in grado di proteggere meglio la difesa che ha ritrovato un Campagnaro in buone condizioni. Ha fatto discutere la scelta di Zeman di inserire Brugman nel tridente al posto di Cerri dopo l'uscita dell'ex Psg. ma èprobabile che il tecnico volesse evitare di dare punti di riferimento a una difesa empolese lenta e poco protetta e dunque vulnerabile in velocità. Strategicamente ci può stare anche se in zona gol non ha pagato.
Ci si consola con il fatto che alla distanza il Pescara è risultato avere più benzina sia del Milan che dell'Empoli e questa è una delle poche armi nelle quali sperare in vista del doppio terribile turno interno contro Juventus e Roma nel quale i biancazzurri proveranno a regalarsi almeno una platonica soddisfazione in una stagione tutta da dimenticare.


