CdS - Pescaralandia: Zeman implacabile, Foggia travolto
Come da pronostico, gol a grappoli, non equamente distribuiti. C'è chi si è diverte tanto e chi molto meno, come Stroppa che incassa dal maestro boemo una lezione ancor più dura dell'immaginabile, dopo l'illusione di poter reggere il confronto. Lezione non tanto di gioco, quanto di cinismo. Forse zemanlandia è già tornata, anche se ha sembianze diverse.
DUBBI. Alla fine del primo tempo sorge il dubbio. Non si riesce ancora a comprendere se questo Pescara è un'evoluzione della specie, cioè con un'applicazione più riflessiva e meno spregiudicata della filosofia zemaniana, oppure è solo una fase di maturazione. Sta di fatto che il pallino del gioco è sempre in mano al Foggia che prova in tutti i modi a cercare di rendersi pericoloso, sfiorando più volte il pari con Fedato, Deli e Chiricò. I padroni di casa, dopo una sfuriata iniziale, si limitano a gestire il vantaggio, dando la sensazione di poter essere letali in contropiede. Gli ospiti sono scottati dal vantaggio biancazzurro, frutto di un pressing forsennato su un presuntuoso tentativo di disimpegno di Gerbo, cui Proietti ruba palla per rifornire Pettinari che insacca. Episodio che con diziona a lungo il Foggia.
RIPRESA. A inizio ripresa, così come nel primo tempo, è il reattivo Pigliacelli a salvare i suoi sull'ottima incursione di Chiricò. Rossoneri padroni del campo, ma il trucchetto del boemo funziona. D'altronde, le verticalizzazioni, i tagli e le sovrapposizioni possono schiudere grandi orizzonti. Succede, a esempio, quando "sale" Crescenzi a destra e serve Pettinari che s'inventa un delizio "tocco sotto" per il raddoppio. Oppure in occasione del tris con un chirurgico diagonale di Benali. Poi ci si mette pure Mancuso che impiega meno di 30 secondi a bagnare l'esordio in B con un gol. Quindi la tripletta di Pettinari, che si è scelto la maglia nº 17 che fu di Immobile e la onora a dovere con un'azione personale strepitosa sulla linea di fondo. Insomma, per i satanelli un finale da tregenda, e fa quasi tenerezza l'esultanza di Gerbo quando realizza il gol della bandiera.


