Pordenone Calcio - Bolzonello: "Grazie Lovisa! Ora dobbiamo scrivere una storia a piu' mani"
Il nuovo Pordenone, quello che domenica ha conquistato la serie B, è nato in un pomeriggio d’estate del 2004, quando l’allora sindaco Sergio Bolzonello chiamò a raccolta Giampaolo Zuzzi, Vittorio Anzovino (presidente e direttore sportivo del Don Bosco appena promosso nel campionato di Promozione) e Gian Paolo Zanotel con lo scopo di far rinascere il ramarro debilitato dalla gestione di Lino Mungari. In quel pomeriggio il Don Bosco smise le casacce bluarancio e indossò quelle neroverdi. La svolta fu subito benedetta dalla conquista della coppa Italia regionale e dalla promozione in Eccellenza.
Nel 2006 poi i ramarri vinsero anche il campionato di Eccellenza e tornarono in serie D. Categoria persa l’anno successivo nello spareggio di San Vito al Tagliamento con il Rivignano. Bolzonello si rese conto che ci volevano forze fresche in società per far riprendere la corsa ai ramarri. Il Richelieu della Destra Tagliamento “catturò” allora Mauro Lovisa (già bomber dei neroverdi in Promozione ed Eccellenza negli anni dal 1194 al 1996).
Mai entrato in società “Bolzo” (come amano chiamarlo i tifosi neroverdi) ha sempre camminato a fianco del Pordenone e negli ultimi cinque lustri in particolare a fianco di Lovisa con il quale divide la “curva” a lato della tribuna, in piedi davanti al cancelletto che dà accesso alla ista del velodromo sia sotto il solleone che sotto la pioggia. Insieme, fianco a fianco, per 15 anni sino alla conquista di quella serie B che Lovisa aveva promesso al momento del suo arrivo in società. Come un precettore, un consigliere personale, un vero amico. Se i ramarri potranno rappresentare Pordenone anche in serie B sicuramente gran parte del merito sarà ancora sua, anche se lui, oggi più che mai, nega ogni “responsabilità”.
Oggi si parla un po’ meno di Trevisone (appellativo di scherno usato dai supporters triestini sui social rossoalabardati dopo le voci di trasferimento della società al Tenni) e un po’ più di Pordenone. Cosa è cambiato?
“Da domenica è iniziata una nuova storia. Per quella sin qui scritta dobbiamo ringraziare Mauro Lovisa, tutti i suoi soci a partire da Giampaolo Zuzzi, di dirigenti, lo staff tecnico, i giocatori e tutti gli addetti ai lavori al De Marchi e al Bottecchia. La nuova storia deve essere scritta a più mani. Quelle di Lovisa non bastano. Devono arrivare aiuti da Pordenone. La società – “Bolzo” cerca ancora di restare nell’ombra - sta lavorando al riguardo. Ognuno deve dare il suo contributo, in base alle proprie disponibilità: chi sottoscrivendo le quote del crowdfunding Pordenone 2020, chi entrando direttamente in società. Devono rendersi conto tutti che il Pordenone dà visibilità e unisce il territorio”.
Basterà risvegliare la sensibilità dei pordenonesi?
“Probabilmente no. Arriveranno anche aiuti esterni, da fuori regione. Contatti sono già in corso. Pordenone e il Pordenone devono diventare un polo d’attrazione. Per questo si deve pensare anche alla costruzione di un nuovo stadio nel territorio comunale. A tale proposito devo dire di aver trovato grande collaborazione nel sindaco Alessandro Ciriani e in tutta la sua squadra. Se ci saranno risposte importanti riprenderà vigore anche questo progetto”.
Tutti uniti quindi sotto il gonfalone del ramarro?
"Quella che è in atto è una vera e propria chiamata alle armi. Se ci sarà, come siamo tutti convinti, una buona risposta la storia che riscriveremo a più mani sarà ancora più soddisfacente di quella che è stata scritta sino a oggi”.


