Sacilese Calcio, il naufragio biancorosso sta per portare in dote squalifiche
Il naufragio biancorosso sta per portare in dote squalifiche. Al momento ci sono le accusei del procuratore federale aggiunto Gioacchino Tornatore. L’indagine è a largo raggio e potrebbero subire decisioni a loro carico Denis Fiorin, Andrea Giusti, Giuseppe Ielo, Francesco Baù, Sereno De Marco e, per responsabilità sia diretta che oggettiva, le società Sacilese e Liventina.
L’INDAGINE – Gli atti riguardano il processo disciplinare n. 1114 per “Accertamento del comportamento del direttore sportivo della società Sacilese signor Fiorin Denis, il quale avrebbe posto in essere, nell’esercizio delle proprie funzioni, condotte in violazione delle norme federali”. Nel corso dell’attività istruttoria, sono agli atti 139 documenti da cui appaiono emergere vari comportanti.
RUOLI E RESPONSABILITÀ - Denis Fiorin avrebbe violato il codice di giustizia sportiva e lo statuto federale per aver depositato al Tribunale di Pordenone “un ricorso per ingiunzione di pagamento nei confronti della Sacilese per presunti crediti maturati senza aver ricevuto la preventiva autorizzazione del consiglio federale”. Inoltre, avrebbe procurato un danno, sia di natura tecnica che patrimoniale, alla predetta società “favorendo la cessione di promettenti giovani calciatori; procurandosi, in tal modo, degli indebiti vantaggi, sia di natura economica sia di natura professionale, così ottenendo il successivo tesseramento presso la società Pordenone calcio”. Andrea Giusti, in qualità di amministratore e legale rappresentante della Sacilese, deve rispondere per aver “affidato in via di fatto al signor Sereno De Marco funzioni dirigenziali e gestionali ancorché lo stesso risultasse ricoprire nello stesso periodo la carica di presidente e legale rappresentante della Liventina”. Giusti avrebbe anche “depositato presso la Procura della Repubblica di Roma una denuncia - querela nei confronti del signor Francesco Baù per violazioni di natura contabile e gestionale, senza aver ricevuto la preventiva autorizzazione del consiglio federale”. Infine, avrebbe “omesso di comunicare al dipartimento interregionale della Lnd l’avvenuta cessione della società in favore della signora Marta Bevilacqua”. Giuseppe Ielo, quale proprietario e amministratore della Sacilese, avrebbe “eluso, tramite intestazione fittizia delle quote societarie al signor Giusti Andrea, le limitazioni derivanti dalla sanzione disciplinare del 22.03.2012 per illeciti gestionali che hanno comportato la successiva dichiarazione di fallimento della società Lanciano; nonché per la contestuale condanna in sede penale con l’applicazione della pena di anni due di reclusione”. Francesco Baù avrebbe “procurato un evidente danno, sia tecnico che patrimoniale, alla Sacilese, favorendo la cessione di numerosi giocatori previe indebite pressioni esercitate sugli stessi al fine di ottenere le necessarie liberatorie; procurandosi, in tal modo, indebiti vantaggi di natura economica, in concomitanza con la programmata cessione della società ai signori Ielo – Giusti”.
Sereno De Marco, presidente della Liventina, sarebbe colpevole di “aver ricoperto contemporaneamente in via di fatto funzioni dirigenziali e gestionali nell’interesse della società Sacilese”.


