Pordenone Calcio: Dopo Gubbio un Tedino più nero che verde
Nemmeno la sconfitta del Venezia a Forlì (0-1) nella gara iniziata due ore dopo quella del Pordenone riesce a sedare il disappunto di Tedino per la battuta d’arresto subita a Gubbio.
“Non mi interessa – tuona il tecnico – cosa ha fatto il Venezia. Anzi, mi dà ancora più fastidio aver perso una gara che avremmo dovuto stravincere e che ci avrebbe permesso di tornare in testa”.
Appena rientrato dal campo, irritato per i 2 gol annullati e per la mancata concessione del rigore, Bruno aveva sibilato:
“Evidentemente i piagnistei e le rotture di scatole di qualcuno cominciano ad avere effetto”.
Non aveva voluto dichiarare apertamente a chi andava il messaggio.
“Dico solo – aveva affermato - che siamo stati fortemente penalizzati. Noi ci siamo conquistati una posizione di rilievo solo ed esclusivamente grazie alle nostre energie, al sudore, alla fatica, all’umiltà e al sacrificio. La nostra sconfitta avrà fatto contento più di qualcuno”.
Il Venezia, a posteriori, ancora di più. Facciamo notare i 10 fuorigioco fischiati nel solo primo tempo contro il Pordenone. Evidentemente Magi ha studiato bene i ramarri.
“Anche noi abbiamo studiato bene il Gubbio – replica Tedino -. Tanto bene che nel solo primo tempo abbiamo costruito almeno mezza dozzina di occasioni e fatto tre gol contro la loro linea alta. Se poi ce li hanno tolti è un altro discorso”.
Il Venezia non è scappato, ma le inseguitrici hanno ridotto le distanze dalla vetta.
“Onestamente – sembra stanco Tedino – quello che fanno gli altri non mi interessa. Io guardo solo in casa nostra e ai nostri tifosi ai quali auguro un sereno Natale".
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