Maurizio Mazzarella: "Mi metto io in testa al movimento popolare di protesta pro Bruno”
“Se la mia Spal è andata in serie A, il mio Pordenone può andare in serie B”.
A credere nelle chance del ramarro è Maurizio Mazzarella, ex neroverde ed ex spallino, sulle ali dell’entusiasmo nato proprio dalla promozione degli estensi.
“A Ferrara – racconta l’avvocato – ho vissuto tre anni splendidi della mia giovinezza, dal ’72 al ’75, insieme a Michele De Rosa (altro ex ramarro allenatore ai tempi della scuola di Ezio Vendrame, ndr) e Franco Bomben. Arrivavo dritto dal Don Bosco Pordenone ed ebbi la gioia, giovanissimo, di esordire in B (Spal-Arezzo 0-1). Ero il pupillo del presidente Paolo Mazza (al quale è ora dedicato lo stadio di Ferrara, ndr), ex tecnico della nazionale azzurra (con Ferrari e Spadaccini, ndr), in Cile nel 1962. Ora però arriva il difficile, perché la A è forse troppo per le risorse della società. Per salvarsi dovrà ingaggiare almeno mezza dozzina di giocatori di grande livello”.
Il “Mazza” di casa nostra riporta l’attenzione ai neroverdi.
“La Giana è battibile – è sicuro –; certo non ci voleva l’infortunio di Stefani. Mi auguro che il capitano ce la faccia. Abbiamo però la possibilità di passare ai quarti anche senza Berrettoni, Stefani e Burrai. Poi si vedrà. Altre le favorite? Certo, ma in Inghilterra – sorride Mazzarella - la scorsa stagione ha vinto la “sorpresa” Leicester”.
Dovesse succedere bisognerebbe innalzare in piazza XX Settembre un monumento a Tedino.
“Vero – concorda il Mazza -. Sento dire che se ne andrà. Non gli mancano estimatori. Se dovesse succedere suggerirei Bertotto che ha fatto bene a Bassano o Zironelli che ha fatto ancora meglio a Mestre. Comunque per non far andar via Bruno mi metto io – azzarda l’avvocato - in testa al movimento popolare di protesta”.


