Pordenone Calcio: Assurda la squalifica di Tedino
Difficile non fare dietrologia nel commentare la squalifica di Bruno Tedino che sarà costretto a vedersi dalla tribuna del Franchi martedì (inizio alle 20.45) la semifinale con il Parma. L’assenza del tecnico va ad aggiungersi a quella di capitan Stefani (squalificato pure lui), di Berrettoni (operato lunedì al menisco esterno del ginocchio destro, intervento riuscito alla perfezione) e a quella possibile di Rachid Arma (l’ecografia di oggi rivelerà l’entità, stiramento o contrattura, dell’infortunio subito a Cosenza).
Il Pordenone capace di arrivare a Firenze insieme a squadre del calibro di Parma, Alessandria e Reggiana, ora fa veramente paura. La società ha presentato ricorso corredato da documentazione che supporterebbe la validità dello stesso e al de Marchi sarebbero ottimisti sulla possibilità che venga accolto. Tedino è stato squalificato “perché – è riportato nel comunicato - al termine della gara all'invito del delegato di Lega ad effettuare il terzo tempo postpartita, rifiutava e rivolgeva allo stesso un'espressione irriguardosa”.
Motivazione assurda. Difficile che sia successo, conoscendo la correttezza e l’atteggiamento (a volte persino fastidioso da tanto pacato e aziendalista) del tecnico.
L’introduzione del terzo tempo in occasione dei playoff in Lega Pro è recentissima. “Al fischio finale – riportava la circolare del 17 maggio - i giocatori raggiungono il centrocampo. La partita è finita, si accetta la vittoria conseguita nel corso della corretta competizione sportiva festeggiando il divertimento e lo spettacolo della partita appena conclusa: eventuale scambio di maglie tra i calciatori che tutti insieme percorrono un giro di campo per ringraziare gli spettatori.
Poi si dirigono verso gli spogliatoi. La squadra che è uscita sconfitta dalla gara, si schiererà all’ingresso degli spogliatoi ed accompagnerà con un applauso la discesa nello spogliatoio della squadra vincente”.
Al Marulla questo non è successo perché i rossoblù a fine gara sono andati sotto tutti gli spalti a ringraziare i propri sostenitori per l’incessante supporto. Lo stesso hanno fatto i neroverdi in tempi molto più brevi, visto l’esiguo numero (una decina) di supporters al seguito.
Poi Stefani e compagni sono rientrati negli spogliatoi. Il comunicato inoltre parla di esibizioni di fair play fra giocatori, non menziona i tecnici. Inoltre l’eventuale invito a riportare la squadra in campo non andava fatto al tecnico, ma a un dirigente (team manager o segretario) della società.


