Pordenone Calcio - Bolzonello: "La B nel 2018. L'esclusione fa male, ma siamo in linea col programma"
Uno è Sergio Bolzonello, vicegovernatore della regione, giacca e cravatta, aplomb da premier.
L’altro è “Bolzo”, tifoso numero uno del ramarro, maniche di camicia, in piedi in “curva” vicino a Lovisa al Bottecchia, in piedi al Franchi, rosso in volto, braccio levato ad accompagnare ritmicamente gli “apprezzamenti” che sgorgavano diretti dal cuore sull’operato di Pillitteri, arbitro della semifinale persa ingiustamente dai neroverdi con il Parma.
Talmente accesa la “critica” che a un certo punto Stefano Pioli, neo tecnico della Fiorentina, seduto poco più il là, riconosciuto il vicino, gli avrebbe ricordato la sua carica istituzionale. Poco dopo è intervenuto anche il funzionario Digos, presente nel settore.
“No – assicura Bolzonello, non mi ha riconosciuto e non mi ha chiesto i documenti. Niente daspo, ma – sorride e scherza ora il vicegornatore – questa volta ho rischiato. Poi mi sono spiegato col funzionario che mi aveva invitato a smettere perché, a suo parere, stavo “contagiando” altri tifosi neroverdi presenti. Mi sono scusato e, da persone civili, ci siamo stretti la mano sorridendo. Tutto finito là”.
Poi assistiamo alla nuova trasformazione, come “nello strano caso di Dr Jeckyll e Mr Hyde”, celebre romanzo di Stevenson,:
“Certe decisioni di Pillitteri – riemerge Bolzo – sono state incomprensibili: il gomito di Baraye che ferma in area la punizione di Burrai, il fallo da rigore su Buratto, il contropiede fermato a due pasi dall’area gialloblu per un uomo a terra in area nostra. Tutta la direzione è stata penalizzante. Uscire così fa male. Abbiamo giocato nettamente meglio del Parma. In finale dovevamo andare noi”.
In chiusura ritorna Bolzonello.
“Il Pordenone merita la B – afferma il vicegovernatore. Il programma di Lovisa, dopo il ripescaggio, la prevedeva al termine del terzo anno, nel 2018. Siamo in linea. I pordenonesi, tifosi come me, ma anche chi ha solo orgoglio e identità cittadina, devono dargli una mano per realizzarlo”.


