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Pordenone Calcio: Bruno come Gigio? I distinguo di Tedino
sabato 17 giugno 2017, 09:42In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

Pordenone Calcio: Bruno come Gigio? I distinguo di Tedino

Bruno Tedino rischia di fare agli occhi dei supporters neroverdi la stessa figura che sta facendo Gigio Donnarumma agli occhi della Curva Sud Milano rossonera.

In questo scomodo tunnel lo ha infilato Mauro Lovisa venerdì quando, in occasione dell’incontro voluto dal sindaco Ciriani per ringraziare i ramarri, ha dichiarato:

“Per me Bruno è confermato. Ha un contratto sino al 2018. Adesso spetta a lui decidere se rimanere o andarsene”.

Dopo di che re Mauro ha aggiunto:

“Con questo per due mesi chiudo ogni canale di comunicazione. Ricomincerò a parlare ad agosto”.

Decisamente più contenuto il ritiro “spirituale” del tecnico.

“Ho bisogno di un paio di giorni di riflessione – ha replicato durante la stessa cerimonia in sala rossa -. Da ora sino a lunedì stacco la spina”.

L’impressione è che il “distiguo” di Tedino non sia, come quello di Gigio e del suo abile e rapace procuratore, questione di soldi. Bruno ha firmato convinto a suo tempo il prolungamento del contratto sino a tutto giugno 2019. Tempi e cifre sono stabiliti e se erano soddisfacenti al momento della sigla (dicembre 2016) presumibilmente lo sono tuttora. Non dovrebbe trattarsi nemmeno di ambizioni.

Il tecnico ha già rifiutato piazze importanti la scorsa estate per restare vicino alla famiglia (abita a Corva di Azzano Decimo). Non solo: Mauro Lovisa si è impegnato davanti al sindaco a riconfermare la struttura portante della squadra giunta sino alle semifinali playoff, a rinforzarla con nuovi e importanti innesti per conquistare la B entro il 2019.

L’impressione è che il disagio sorto fra le parti (Lovisa rifiuta il termine “tensione”) sia dovuto principalmente alle limitazioni di responsabilità imposte al tecnico, allora manager all’inglese, lo scorso gennaio (“Da oggi – dichiarò re Mauro - Tedino deve pensare solo ad allenare”).

In secondo luogo all’invasione dello stesso Lovisa e del suo clan nelle questioni strettamente tecniche, come successo anche nel post partita col Parma quando il presidente sentenziò:

“Non sono stato contento della difesa a cinque, quando siamo tornati al 4-3-3 abbiamo pareggiato”.

Non è stata la prima volta, non sarà l’ultima. Ne sanno qualcosa oltre a Tedino anche Parlato, Zauli, Foschi e Rossitto. Bruno si trova ora sul treno neroverde, al momento fermo in stazione, davanti alla porta scorrevole aperta. Conosce a che velocità corre il treno, conosce i suoi sobbalzi e quanto sia difficile stare in piedi senza maniglie d’appoggio.

Spetta a lui decidere se continuare la corsa o scendere. Non si dica però che è tutta una questione di soldi.

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