Pordenone Calcio - I proscritti di re Mauro
Tedino, Arma, Tomei: i primi tre nomi sulla lista dei proscritti di re Mauro.
I rapporti con Tedino si sarebbero deteriorati a gennaio, appena un mese dopo il prolungamento del contratto sino al 2019.
Origine della frattura il ridimensionamento del ruolo di Bruno da manager all’inglese a semplice allenatore con divieto assoluto di parlare agli estranei se non attraverso il filtro dell’ufficio stampa. Al di là delle dichiarazioni ufficiali e degli scontati rituali di ringraziamento, Bruno un paio di giorni prima della rescissione non avrebbe usato mezzi termini nel motivare con “inappropriate ingerenze” allo stesso Lovisa il suo desiderio di cambiare aria. Desiderio immediatamente accolto.
Rachid Arma ufficializzò la fine dell’idillio al termine di gara due con la Giana (vinta per 3-1) dedicando il suo gol “a chi – parole testali – dà fastidio che io sia musulmano” diretto a Lovisa che in precedenza aveva criticato il suo rendimento. Re Mauro assorbì l’esternazione del bomber confermando indirettamente di esserne il destinatario con la replica:
“Io non discrimino nessun comportamento o fede purchè non interferiscano con il rendimento in campo”.
Porte aperte quindi per la fuoriuscita del maghrebino, già appetito di Parma e Pisa e da ieri, secondo Sky, del Catania. Rachid ha segnato in quest’ultima stagione 17 gol in 36 presenze, la maggior parte nel girone d’andata, quando l’umore neroverde era al top.
Il terzo in lista è Matteo Tomei, “reo”, pare, di aver disertato la “pizza della riconciliazione” voluta dallo stesso Lovisa (su suggerimento di Tedino) lo scorso marzo dopo una serie di critiche che avevano ferito la sensibilità dei giocatori. Matteo venne lasciato prima in tribuna, poi in panca ufficialmente per problemi a un ginocchio. Poi venne reintegrato e diede il suo contributo alla scalata verso la semifinale.
Lo “sgarro” non deve essere mai stato dimenticato se ora il clan neroverde sta cercando di portare al De Marchi Davide Facchin, “tagliato” da Perinetti, il portiere della papera (ammessa con grande onestà la lui stesso) al Bottecchia, su tiro dalla distanza di Semenzato, che causò una delle quattro sconfitte in campionato del Venezia promosso in B.


