C'era tempo, ma c'è ancora tempo per risolvere le questioni della città di Potenza, compreso lo stadio Viviani
C'era tempo ma c'è ancora tempo. La convenzione dello sadio Viviani è punto focale, ma probabilmente non indispesansabile, del progetto Potenza di Macchia. Si punta alla ristrutturazione dell'impanto di viale Marconi ma se questo non dovesse essere possibile allora ci sarà un piano B, c'è sempre un piano B nei progetti. Nella discussione sullo stadio, nella quale il presidente Donato Macchia ha ribadito che non lascerà mai il Potenza, emerge il protagonismo della Regione Basilicata che pare essere l'ostacolo perenne per qualsiasi iniziativa del Potenza o di Potenza, ricordiamo, tra le tante, l'area dell'ex Cip-Zoo ormai dimenticata, il divieto di transito nel perimetro delle strade cittadine degli autobus extraurbani e la gestione dell'Enaoli al Comune con il vincolo di non attivare subgestioni. Stranamente ostativo l'articolo 5 del contratto, come ha ribadito l'Assessore comunale Blasi, che non va solo contro l'attuale società ma anche verso la precedente gestione Caiata, sembra essere scientificamente elaborata per mettere il bastone tra le ruote per ogni possibile miglioria della città di Potenza. La Giunta Bardi pare avere attenzioni particolari, anche ammissibili, verso altre zone della regione ma questo non dovrebbe ostacolare lo sviluppo della città capoluogo.
Nel 2024 ci saranno le Amministrative per eleggere la nuova classe politica che gestirà per un quinquiennio le sorti della regione Basilicata e anche i potentini andranno a votare giudicando quanto l'ex generale ha fatto o non ha fatto per la città. Stessa cosa toccherà al Comune un anno dopo, salvo stravolgimenti, e anche lì sarà valutato il lavoro del Sindaco Guarente e della sua Giunta.


