Potenza, fidati di Giacomarro
POTENZA - “Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici” diceva Tolstoj.Sarebbe sicuramente consigliabile, dal punto di vista sportivo concentrare l’attenzione sulla massima del grande scrittore russo. Perché in questa fase della stagione, tutt’altro che prossima a pronunciare la sua parola definitiva, riteniamo auspicabile ridurre all’essenziale i propositi, lasciando spazio a quelli reali e quindi, di conseguenza, semplificando notevolmente il compito spettante alla squadra, unica vera protagonista di quanto dovrà accadere negli undici appuntamenti che restano da vivere. In sostanza, preferire l’essenza della questione alla generale e grossolana recita di chiacchiere di queste ore, a nostro modesto avviso, è innanzitutto decidere di abbandonare in fretta il terreno tortuoso della polemica dopo i passi falsi arrivati con il Pomigliano e a Brindisi. Giacomarro ha dimostrato da manager in perfetto stile british di sapere il fatto suo sia a livello tecnico-tattico, sia nella gestione del gruppo e sia in tema di mercato e il secondo posto non è un caso. Durante l’arco della stagione qualche “caduta” ci può stare anche perchè i rossoblu militano nell’infernale girone H. Tutti chiedono a Giacomarro in questi giorni post Brindisi di giocare ogni tanto con la difesa a quattro ma se la squadra è nata ed è stata pensata per il 3-5-2 è chiaro che il trainer marsalese non snaturerà un modulo che fino ad oggi gli ha portato grandi risultati. Magari ci vuole piu’ attenzione sui calci da fermo e nella fase difensiva ma solo con la calma ed il lavoro si potrà tornare a fare bene. Forse il sacrificare un Di Senso in grande forma per fare troppo presto spazio a Catanese con il senno di poi non è stata una buona “pensata” ma di certo Giacomarro avrà voluto equilibrare la squadra che però a Brindisi schiacciandosi troppo all’indietro è finita poi per consegnarsi ai pugliesi. Contro l’Arzanese bisognerà ritrovare vigore e forza per rimanere ancora nei piani altissimi della classifica dove si vedono tutti dall’alto verso il basso sperando che anche la forma fisica as- sista i rossoblù in questa fase della stagione. Poi molto si sta giocando sotto l’aspetto mentale con il caso Andria-D’Agostino che fa sperare e disperare in alternanza. Ma lasciando stare questo trucchetto, usato e teso da molti per ingombrare ancor di più le menti degli avversari, non sarebbe il caso di affidarsi alle idee semplici tolstojane? Non sarebbe più lungimirante aiutare la squadra a concentrarsi sul lavoro che fino ad ora ha pagato?


