Massimo Agovino al vetriolo sul "caso D'Agostino".
Il "caso D'Agostino" ha tenuto il Girone H col fiato sospeso per almeno quattro mesi e alla fine la montagna ha partorito il classico topolino. Nonostante siano trascorsi diversi giorni dalla sentenza, Massimo Agovino, allenatore della Cavese, prossimo avversario del Brindisi, torna sull'argomento attestando tutto il proprio disappunto sull'esito finale della vicenda: "Ad Andria sono stato preso di mira - racconta a Blunote -, ho dei nemici e sono contento di averli. Se una cosa del genere fosse successa a Taranto, Brindisi o proprio a Cava de' Tirreni l'esito non sarebbe stato così scontato. Questa è ingiustizia sportiva. La Cavese ha pagato 3000 euro soltanto per lo scoppio di qualche petardo durante una gara. In Italia non funziona davvero nulla: all'Andria dovevano essere tolti soltanto alcuni punti, visto che anche la mia squadra è partita con un -5. E' vero, la società non poteva saperlo, ma le regole sono regole. Sono nauseato...".


