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Il Potenza... "Ti fa stare bene"...
giovedì 16 novembre 2017, 13:34Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Manuel Scalese.

Il Potenza... "Ti fa stare bene"...

“Con le mani sporche fai le macchie nere, vola sulle scope come fan le streghe. Devi fare ciò che ti fa stare bene”. E’ il testo dell’ultima hit del momento partorita dal cantautore italiano Caparezza. Inno alla vita, sprono all’eterna fanciullezza che a qualsiasi età possa riempire il cuore e farsi travolgere dall’entusiasmo per la bellezza intrinseca delle piccole cose, come se si tornasse a rivivere la spensieratezza e la serenità degli anni più ingenui. Questo è lo spirito che si vive in città per il gioco del calcio, per la propria squadra, per i propri simboli e colori, tornati a risplendere più che mai facendo riaffiorare il fanciullino presente in ogni tifoso rossoblu. Potenza-mania che si sta diffondendo come un virus che ha ormai contagiato anche i più scettici dei pessimisti e i più assidui denigratori, con i supporter del leone rampante ebri di gioia per i risultati e il cuore che gli uomini di mister Ragno mettono in ogni partita. “Schizofrenia rossoblu” che si manifesta con effetti sintomatici più che eloquenti e che scaturiscono in poesie, cover dell’inno, imitazioni del presidente Caiata, orecchiabili slogan e la più apprezzabile volontà di vestire i panni dell’improvvisato reporter riportando passo per passo, in maniera certosina, la cronistoria rossoblu. Gesti apparentemente semplici, spontanei, ingenui, ma intrisi di un profondo significato, di un amore viscerale e di una partecipazione totale, tipica di ogni adolescente alle prese con le più svariate attività ludiche. Banali all’apparenza, ma che riempiono di luce gli occhi di bambino, proprio come “fare le macchie con le mani sporche e volar sulle scope come fan le streghe” anche se l’età anagrafica e i cliché sociali imporrebbero di non farlo. Questo il punto a croce che si cela dietro un lavoro e un disegno inizialmente di difficile comprensione. Allora il Potenza diventa terapeutico e per un momento ti estranea dai problemi della vita quotidiana. E dunque “a chi importa delle diete famose, delle strisce nel cielo e di banche”, per restare ancorati al Caparezza pensiero, se i colori rossoblù hanno riportato alla vita un’intera città, un intero popolo, per anni piombato in un coma farmacologico tra le mura di una grigia prigione di una casa di riposo. Una città che si sta destando dal torpore sociale indotto da intricate trame di potere, da un sistema clientelare e non meritocratico. E se la Nazionale ti fa soffrire, c’è sempre un Potenza che ti fa stare bene. Se questi sono gli effetti allora vai Potenza, continua così, e vai a spiegare che non parliamo di un semplice gioco o di una mera squadra di calcio, bensì di un traino sociale, di un volano di sviluppo, di un veicolo di valori più importanti e di un inno alla vita... di un ritorno all’eterna giovinezza e allora “soffia nelle bolle con le guance piene e disegna smorfie sulle facce serie. Devi fare ciò che ti fa stare bene”.

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