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"Lo sport torma, il calcio forse", le ultime da Gazzetta dello SportTUTTOmercatoWEB
© foto di Stefano Di Bella
lunedì 27 aprile 2020, 10:30Le notizie
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

"Lo sport torma, il calcio forse", le ultime da Gazzetta dello Sport

"Lo sport torma, il calcio forse", si legge su Gazzetta dello Sport, che parla delle ultime novità in merito all'eventuale avvio dei campionati di calcio.

Ripartire piano

Dunque, proviamo a ricapitolare. Oltre alla ripresa per gli allenamenti delle discipline individuali, da lunedì 4 ci si potrà muovere all’aria aperta senza limitazioni, mantenendo un distanziamento minimo di due (per lo sport) e un metro (per la semplice attività motoria). Dal 18 c’è la ripresa bis, quella degli sport di squadra. Ma se sul «quando» c’è una data, sul «come» è tutto da stabilire. Non si sa se i calciatori potranno allenarsi senza limitazioni o rispettando ancora la distanza. Da lunedì prossimo i giocatori potranno correre nei parchi e nelle ville (occhio agli assembramenti), ma non nei centri sportivi delle squadre che rimarranno chiusi. C’è in questa circostanza un po’ paradossale un elemento anche simbolico: in questo momento bisogna affrontare la fase 2 con la massima cautela. Il rischio di una nuova ondata di contagi è grande, il Paese ha bisogno di evitare di pensare a un «liberi tutti» generalizzato. Non è escluso che la prudenza sulla riapertura del calcio, seppure con la formula soft degli allenamenti individuali, possa essere figlia della necessità di dare questi segnali.

Pressioni dei club

«Noi non ce l’abbiamo con il calcio, siamo coscienti di ciò che produce e dell’importanza dei fondi che sostengono anche gli altri sport», ha detto Spadafora a Che tempo che fa, non risparmiandosi qualche frecciata sulle «pressioni che riceviamo» da alcuni presidenti (allusione a Lotito?). Per ora l’ipotesi del 18 maggio è legata a un «vedremo». Che per il ministro non significa passività: «C’è un tentativo maldestro da parte di vari presidenti di varie società di calcio e di alcuni commentatori sportivi di trasformarlo in una incapacità del governo o in una volontà di penalizzare il calcio. Non è così. Dei segnali li dovevamo dare, ma le fasi successive ce le dobbiamo conquistare». Fasi successive. Ecco, il problema è capire quanto saranno lunghe e quante ce ne saranno. In fondo, la Lega di serie A aveva chiesto questo nel vertice di mercoledì scorso: ok gli allenamenti, ma diteci se c’è uno spazio per arrivare alla ripresa del campionato. Ora ci sono giorni per dare una risposta. Che dovrà essere scientifica e politica. Il rischio è quello di uno stillicidio quotidiano, un tira e molla di prese di posizione che non arrivano mai al traguardo di una decisione. Insomma, un replay di quanto già si era verificato in occasione dell’interruzione del campionato. Il mondo del calcio, questo si è capito, vuole che sia il governo a dire l’eventuale basta. Spadafora ha anche parlato del Giro d’Italia: «Se si potrà correre? Spero di sì, magari nel mese di ottobre come stanno immaginando gli organizzatori».

Il modello Olanda

Quanto alla frenata del governo sul calcio, si ripercuote anche sullo scontro che attraversa il mondo dello sport con il Coni di Malagò pronto a sollecitare nei giorni scorsi la Federcalcio a cominciare a pensare anche a un piano B, il modello Olanda, che ha deciso di fermarsi e di pensare alla prossima stagione. Per non parlare della disputa su alcuni aspetti del protocollo che hanno visto su posizioni diverse la commissione medica della Figc e la Federmedici sportivi. Soprattutto sul tema più spinoso: che cosa si farebbe nel caso di una positività di un calciatore ad allenamenti, o addirittura a partite ricominciate? Una domanda che si è posto anche, l’ha detto lo stesso Spadafora, il comitato tecnico-scientifico del governo.

Il tempo corre

C’è anche un problema di tempo. Ormai non ce n’è neanche più tanto. La ripresa degli allenamenti per il 18, peraltro con modalità ancora da stabilire, accorcia la coperta. Considerando almeno tre settimane di preparazione per evitare una ripresa a brutto muso, pericolosa soprattutto in termini di potenziali infortuni, non si potrebbe ripartire prima del 14 giugno (magari con i recuperi al 10). Che però è di fatto l’unica data utile per far arrivare il treno alla stazione limite prevista dell’Uefa, quella del 2 agosto. Sempreché, naturalmente, si voglia andare fino in fondo con il format tradizionale.

Playoff ultima carta

Potrebbero così tornare i playoff. Consentirebbero di prendere altro tempo, magari basterebbe un mese di attività (luglio) con un Paese, speriamo, con un altro stato d’animo. Capace di comprendere meglio una ripartenza che oggi, stando un po’ a tutti i sondaggi, gli italiani in maggioranza non vogliono. Ciò che va sicuramente evitato è una sorta di interminabile conto alla rovescia sul riavvio della macchina calcio. La pandemia se ne infischia del pallone, è lei che dà i tempi. Ma bisognerà pure a un certo punto tirare una linea. E prendere una decisione. Che comunque, è inevitabile, scontenterà qualcuno