"I medici dei club: giocare, ma serve altro tempo per farlo in sicurezza": la serie A guarda alla ripresa
"I medici dei club: giocare, ma serve altro tempo per farlo in sicurezza", scrive oggi Gazzetta dello Sport
"Anche un po’ di sport riaprirà il 4 maggio. Lo sport degli allenamenti, rigorosamente in forma individuale. Calcio compreso. L’orientamento del governo non sarebbe cambiato nelle ultime ore anche se oggi la linea delle riaperture sarà ulteriormente definita nella cabina di regia con le regioni. Per il dpcm il giorno giusto potrebbe essere domani, ma non è improbabile che stasera arrivi un’anticipazione per ciò che riguarda il discorso sportivo. Il ministro Vincenzo Spadafora sarà ospite in tv a «Che tempo che fa»: possibile un aggiornamento sulla situazione, anche se l’ultimo confronto con il Comitato tecnico-scientifico del governo non c’è ancora stato.
Criticità
Nel frattempo, in questo intreccio fra desiderio di ripartenza della serie A e relative frenate, con possibilisti e scettici ad alternarsi quotidianamente sulla ribalta, sono i dubbi dei medici a tenere banco. Non solo con la conclamata differenza di posizioni fra Federazione Medico-Sportiva e Commissione medica della Federcalcio. Ma pure con i medici sociali. Che già la scorsa settimana avevano sottolineato alcune criticità del protocollo della commissione medica Figc, rilanciate ieri dalla pubblicazione su repubblica.it di stralci di quelle osservazioni raccolte fra i 20 responsabili sanitari della serie A.
«Già recepite»
Ogni medico aveva detto la sua - gli appunti-proposte erano di 17 club su 20 (non avevano formulato rilievi quelli di Juve, Lazio e Genoa) - e il tutto era stato raccolto dall’allora coordinatore (poi dimissionario) Rodolfo Tavana. Che lo aveva condiviso con Paolo Zeppilli, il presidente della commissione Figc. I temi sono noti: la disponibilità di test e tamponi, il comportamento in caso di positività, la difficoltà di costruire il «gruppo chiuso» senza contatti con l’esterno, i chiarimenti sulla responsabilità del medico. Gran parte delle osservazioni - ha poi precisato la Federcalcio - «sono state già recepite dal gruppo di lavoro presieduto dal professor Zeppilli». Che aveva risposto a Tavana a stretto giro per poi tenere in conto le osservazioni nel vertice da Spadafora. Per questo la Federcalcio continua a far filtrare il timore di «strumentalizzazioni».
«Vogliamo ripartire»
Anche il Parma e la Roma, e i loro medici, hanno poi chiarito di non aver espresso contrarietà alla ripartenza. Mentre i medici sociali hanno poi rilasciato all’Ansa una dichiarazione collettiva. Parlando di alcune «osservazioni» espresse nei giorni scorsi e «finalizzate esclusivamente alla tutela della salute» , il 19 aprile, prima del vertice con Spadafora. In pratica, dicono i medici, nessuna preclusione sulla ripartenza, anzi il desiderio di voler andare avanti: «Siamo tutti perché il torneo venga concluso. Il problema è quando, perché va fatto in sicurezza».
Ma quando?
La «variabile tempo», dunque. Non si fanno date, ma c’è un’esigenza. È scontato che il dpcm aprirà solo la finestra e non la porta degli allenamenti. Cioè: per il momento, sì alla preparazione individuale, ma rispettando il distanziamento e niente lavori in gruppo. Per la fase successiva, quella degli allenamenti senza limitazioni, la risposta potrebbe farsi attendere. E un rinvio di qualche giorno potrebbe aiutare tutti anche in chiave di modifiche del protocollo. Tanto più che tra oggi e domani il Coni dovrebbe inviare al ministro Spadafora le risultanze del lavoro della task force del Politecnico di Torino sulla mappatura del livello del rischio contagio sport per sport.
La seconda risposta
Per ora i club si tengono pronti. Qualcuno ha già fissato l’inizio dei controlli, altri non l’hanno ancora fatto ma si dicono in attesa del via libera del governo. Qualche giorno in più potrebbe aiutare a definire il quadro. D’altronde, nel vertice con Spadafora, Paolo Dal Pino aveva accennato alla necessità di una risposta più complessiva da parte del governo: dateci il vostro orientamento - questo il discorso del presidente della Lega - non solo sugli allenamenti, ma pure sulla possibilità di riprendere a giocare.
Tempi e playoff
La Uefa ha indicato come dead line per la fine dei campionati il 2 agosto. Al campionato servono 13 caselle del calendario (12 turni da giocare più un’altra data per i quattro recuperi). Con due partite a settimana, bisognerebbe partire entro il 10 giugno, quindi ricominciando gli allenamenti al massimo a metà maggio. A meno di non tornare a ragionare sul cambio di format (che va comunicato all’Uefa entro il 25 maggio), cioè sui playoff. Scenario per il momento accantonato, ma che potrebbe tornare in ballo come ultima spiaggia.


