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"Diritti tv: il piano di ADL è di fare da soli", le ultime sulle strategieTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 21 luglio 2020, 10:25Le notizie
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

"Diritti tv: il piano di ADL è di fare da soli", le ultime sulle strategie

"Diritti tv: il piano di ADL è di fare da soli", si legge oggi su Gazzetta dello Sport in merito alla discussione sul prossimo bando riguardante i diritti che giocoforza interessa a tutto il calcio italiano Prof.

"«Una cosa abbiamo capito: il calcio italiano vale molto». A fine riunione le parole sono distillate con il contagocce ma quelle del presidente del Verona, Maurizio Setti, sembrano riassumere lo stato d’animo della nostra Serie A, ieri riunita in un albergo romano dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Sua la convocazione, raccolta da 17 club (assenti soltanto Juventus, Spal e Brescia). Il filo conduttore del confronto fra i presidenti è stata la nascita di una media company della Lega, capace di intercettare risorse con una grande diversificazione dell’offerta. Senza però cedere pezzi di governance, il tema su cui ci si divide.

Tutti d’accordo dunque sulle potenzialità e sull’intenzione di costruire una piattaforma verso il triennio 2021-2023, anche alla luce del pessimo stato dei rapporti con Sky (con cui è sempre in corso la vertenza sul pagamento dell’ultima rata di questa stagione). De Laurentiis, e fra chi è schierato su questa posizione ci sarebbe anche il presidente della Lazio Claudio Lotito, punta però su un canale Lega senza cedere quote, con una serie di pacchetti da proporre ai differenti operatori di mercato. Abbiamo un prodotto forte, questo è il discorso, possiamo fare da soli. Diversa l’impostazione di Dal Pino (assente ieri per inderogabili impegni assunti precedentemente): la Lega si tiene la sua parte «sportiva» riservandosi però di aprire a un socio di minoranza in una società incaricata della commercializzazione dei suoi prodotti, primo fra tutti i diritti tv. Per testare le due strade, ci sono due passaggi decisivi: venerdì scade il termine per le «proposte vincolanti» dei fondi (potrebbero essere 5); giovedì 30, invece, è convocata l’assemblea dei club.

La legge Melandri, e il Testo Unico della riforma dello sport ora in discussione, prevede la «produzione e distribuzione di prodotti audiovisivi da parte dell’organizzatore della competizione nel rispetto dei principi di libera concorrenza». Quindi la copertura normativa c’è. Il bando per il prossimo triennio dovrà essere lanciato per l’autunno, ma è chiaro che prima di quel momento bisognerà avere fatto la scelta sul tipo di media company da mettere in campo", si legge nell'articolo del quotidiano sportivo.