Vigorito analizza la retrocessione del Benevento: "Ho dato carta bianca ai collaboratori e sono retrocesso"
Oreste Vigorito, patron del Benevento, interpellato da ottopagine dopo la matematica retrocessione in C della sua squadra, ha fatto una lunga analisi sulle motivazioni che hanno portato alla caduta in terza serie della sua squadra:
"Se devo continuare uno spettacolo per poi essere circondato da persone che hanno il diritto di non amare il calcio, allora il progetto del calcio in questa città non è più quello di prendere in serie C calciatori come Castaldo, Evacuo o Clemente. Comprare il migliore per vincere un'altra volta, come fatto in passato, è una cosa che non mi convince. Il calcio di oggi vede la presenza di 17/18 società controllate da fondi miliardari: non è più il calcio degli Evacuo o dei Castaldo, ma di quelli che ti cresci in casa. Questa città è pronta a vedere ragazzi che non hanno curriculum sulle spalle? A partire anche dalla stampa. Qui sono passati i migliori calciatori che potessero passare. Quest'anno non è stato sufficiente. Questa squadra è costata 20 milioni di euro, ma ci sono elementi che insieme hanno più di mille presenze in serie A".
Sul futuro: "Non è il momento. La sconfitta qualche volta batte gli uomini, a volte li distrugge e altre li fortifica. Apprezzo chi pensa di poter andare avanti, mentre apprezzerei chi mi dice come andare avanti. Se non si scoprono le cause per cui si è andati in C, allora ce le porteremo anche in C e poi sarà facile fare un altro salto indietro. Facciamoci tutte delle domande. Mi hanno fatto piacere gli attestati di stima soprattutto da parte dei giovani, questo è sicuramente una base".
Vigorito poi fa un'analisi più profonda, sociologica: "Non ho nessun rancore verso la città: ho detto e ripeto che penso che la città di Benevento abbia un bacino d'interesse per il calcio molto al di sotto delle mie aspettative che ho investito tanto per comprare mezza città. Il motivo è l'utenza. Se fossi andato in serie A in qualsiasi città d'Italia, avrei fatto 4mila abbonati? A gennaio, da retrocessi, ho speso 20 milioni per fare la squadra. La cosa più bella è stata la curva che ha cantato per dieci minuti nel giorno della retrocessione. Avevo una Curva che aveva apprezzato tutto ciò che abbiamo fatto. Ci siamo imborghesiti negli anni. Io ho fatto l'errore di pensare che i miei collaboratori erano alla mia altezza. Non c'è nessuno che può sostituirmi nelle mie aziende. Ho pensato qualcuno che potesse sostituirmi, ho dato carta bianca e sono retrocesso. Quando ero inesperto ho fatto la finale per la B. Ora sono espertissimo e sono retrocesso".


