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REGGINA: QUALCUNO CAPISCA CHE NON SI TRATTA DI SCAPOLI CONTRO AMMOGLIATI
Oggi alle 13:00REGGINA
di Valerio Romito
per Tuttoreggina.com

REGGINA: QUALCUNO CAPISCA CHE NON SI TRATTA DI SCAPOLI CONTRO AMMOGLIATI

"Quando Fantozzi vede San Pietro sulla traversa della porta, è il segno che la tragedia sta per finire": stavolta non è stata necessaria la visione mistica dell’apostolo per decretare il rinvio di una gara che non si poteva disputare, è bastato un arbitro ed una considerazione oggettiva. Tuttavia qualcun altro avrebbe voluto giocare, a tutti i costi.

Abbiamo già detto abbastanza sulla vicenda disciplinare relativa alla compagine igeana, ed eviteremo doverosamente ed opportunamente di proferire alcuna considerazione sull’iter processuale che andrà a definire, nei successivi gradi di giudizio, il responso definitivo sulla questione: le posizioni “ad opponendum” sui guai altrui, come è facile intuire, non ci vanno molto a genio.

Nondimeno, sul clima creato alla vigilia dello scontro diretto si è scelto, responsabilmente, di non alimentare ulteriori polemiche ritenendo più che sufficienti, per non dire incoscienti, quelle già accese oltre stretto, vedi la pittoresca diatriba sui mancati 30 minuti di differimento del fischio di inizio, elevati alla stregua di un non meglio precisato handicap che avrebbe potuto, non si sa bene come e perché, influire sul risultato finale, ma che invece ha solamente contribuito ad avvelenare un clima che avrebbe avuto la necessità di un effetto contrario.

In un modo del calcio in cui spesso sono i tifosi a fare da capro espiatorio in tema di violenza e disordini, chi ha responsabilità gestionali ha l'obbligo di tenere la barra ad altezze significative e non certo di gettare benzina sul fuoco, per evitare che la definizione di "dilettante" si possa trasformare, da aggettivo relativo al campionato di appartenenza, ad un epiteto poco edificante riguardante un modus operandi più confacente ad un incontro scapoli-ammogliati dell'ufficio sinistri che ad un campionato nazionale comunque prestigioso e di grande visibilità.

Ed anche quanto accaduto durante la ricognizione del terreno di gioco è apparso piuttosto surreale, con arbitro e capitani che affondavano le caviglie in un acquitrino mentre a pochi metri gli addetti al terreno cercavano di praticare manovre drenanti “creative” tramite picchetti e mazzotte che di fatto peggioravano la situazione, e nonostante ciò abbiamo assistito a scene di nervosismo incomprensibili da parte di chi avrebbe comunque voluto disputare la gara, nonostante i fondati pericoli di infortuni e soprattutto di falsare una partita che meriterebbe di poter essere giocata nelle migliori condizioni possibili, proprio per esaltare le qualità tecniche di due squadre sin qui protagoniste del torneo.

Senza contare che, a conti fatti, gli amaranto rischiano di essere i maggiori penalizzati dal rinvio della gara: se le indiscrezioni di queste ore saranno confermate, i ragazzi di Torrisi saranno costretti, in soli 4 giorni, a disputare le due partite clou dell’anno e che andranno a determinarne il destino, nel bene o nel male; per non parlare dell’effetto psicologico di vedere allontanarsi il primo posto, adesso distante ben 7 punti come da pronostico alla vigilia considerando l’impegno piuttosto agevole dell’attuale capolista.

Si dirà: questa è la serie D e non c’è dubbio, ma tutto ciò va trasformato in energia positiva e come ulteriore incentivo, in aggiunta a quelli che di per sé dovrebbero comunque essere abbondantemente sufficienti, per non dimenticare dove ci troviamo e cercare a tutti i costi di abbandonare questa categoria e certi campi in cui basta un’ora di pioggia per trasformare l’erba in palude, mentre a pochi chilometri di distanza Messina Nissa veniva regolarmente disputata.

La parola d’ordine adesso è resettare tutto e pensare unicamente che prima degli scontri diretti c’è un Acireale da affrontare e battere, per una classifica che potrebbe migliorare, anche visivamente, in virtù dei contemporanei confronti incrociati tra squadre di alta classifica.