Trionfo Boemo
Torino e Pescara in A, come è giusto che sia, l'epilogo migliore in vetta per il campionato e per i valori espressi sul campo. Al di là delle simpatie e delle appartenenze, tutti hanno tifato per la promozione del Pescara, indubbiamente la migliore squadra della cadetteria, quella più spettacolare, quella meno sparagnina e più garibaldina, l'undici zemaniano doc. Se il Boemo fino ad ieri divertiva ma non vinceva, oggi torna a trionfare, vent'anni dopo Foggia. Zemanlandia ha cambiato casa, ma non abitudini e non è meno attrattiva rispetto a quella dei Signori, dei Baiano, dei Rambaudi.
Epilogo meritato, dicevamo. Si perché Zeman ha proposto un calcio, un progetto, un sistema di gioco, un mosaico quasi perfetto, dove ogni pezzo era al suo posto e ha funzionato alla perfezione, dando il contributo massimo alla causa. Il tutto impreziosito dai gioielli Insigne, Immobile e Verratti, senza dimenticare Cascione, Capuano, Balzano e via dicendo.
Una piazza reduce da problemi economici negli anni scorsi, ora è ribollente d'entusiasmo, riempie lo stadio, segue con passione tutte le vicende della propria squadra del cuore. E non c'è Sky che tenga
Scegliere Zeman è come convertirsi ad un credo, ad un calcio sicuramente rischioso, perché richiede notevole dispendio fisico, ma allo stesso modo, costituisce una scelta di alta garanzia tecnica.
Se il ritorno di Zeman in Italia nella scorsa stagione, sulla panchina del Foggia, in una sorta di revival della Casillo dinasty, era stata bella a metà, perché non aveva toccato un risultato sportivo come quello ottenuto ieri a Marassi, a Pescara, il Boemo è riuscito persino a limitare il tallone d'Achille della sua squadra, la tenuta difensiva. Appena 55 le reti subite, poche se paragonate alle 89 realizzate e alle 56 al passivo di Padova e Reggina, evidentemente protagoniste di una stagione negativa.
Zeman come soluzione alla crisi. Si, perché sotto la sua guida, hanno trovato piena valorizzazione i tanti giovani del Pescara e di proprietà di altre società. Verratti, non più trequartista ma impostato dal Boemo come play davanti alla difesa, ora vale non meno di 15 milioni (vero Juve?), Immobile non è più un pallido e incerto attaccante di riserva, adesso è il capocannoniere della serie B, Insigne è il nuovo Lavezzi in pectore, Cascione è nuovamente un mediano con i fiocchi, Zanon e Balzano due stantuffi inesauribili. Le casse sociali godono e la spesa sul calciomercato è stata davvero minima.
Un successo su tutti i fronti, un trionfo che ha anche risvolti romanzeschi. Dopo lo spettacolo della prima parte della stagione, le gare rinviate per maltempo, la neve che impediva il Delfino di ricevere le sue avversarie, la morte di Franco Mancini, il fiero allievo di Zeman, la tragedia di Morosini proprio all'Adriatico, le lacrime del Boemo. Quel sentimento così vero, innocuo, sincero, può ora lasciare spazio agli applausi. Per il trionfo del Boemo.


