Fatecelo salutare
Dici Bonazzoli e la mente corre indietro allo spareggio di Bergamo. Il primo vincente dopo quelli amari di Pescara, contro la Cremonese, e di Reggio Calabria, contro il Verona.
Dici Bonazzoli e la calcolatrice è d'obbligo: stando semplicemente alle gare di campionato, 78 presenze nelle stagioni di Serie A, condite da 18 gol; 96 nelle stagioni di Serie B, 27 centri.
Dici Bonazzoli e pensi al simbolo degli ultimi anni. Quelli più amari del primo decennio (abbondante) del nuovo millennio. Dopo il gol di Cossato, la Reggina ha avuto la forza di risalire e scrivere pagine storiche. Su tutte, quella salvezza incredibile nonostante il -15. Poi, di nuovo il baratro, di nuovo la Serie B. Il tentativo di risalire stroncato da calciatori svogliati, da scelte societarie particolari, da errori, da un sempre più risicato numero di paganti. Ma Bonazzoli, in tutto questo, si è sempre distinto per professionalità.
A cominciare dal famoso ingaggio pesante spalmato su più anni di contratto dopo la deludente stagione 2009-2010. Deludente per lui e per la squadra. La città di Reggio l'ha sempre portata nel cuore, provando a ripagarla il campionato successivo: 19 gol non sono bastati. Poi, ancora difficoltà. Un gioco contropiedista, quello di quest'anno, che lo penalizza. I gol contro Nocerina e Pescara prima di un infortunio che gli fa perdere la condizione. E, come se non bastasse, l'ostracismo tecnico-societario.
Il capitano viene messo al palo insieme ad altri giocatori. Si parla di questioni tecniche (i dieci minuti contro il Verona restano gli unici nelle ultime 6 gare; 7 se si conta anche il recupero con il Torino), ma Bonazzoli fuori dai convocati in maniera perpetua, in questa Serie B, è un insulto all'intelligenza dei tifosi. Che hanno bene in mente una vicenda simile per la caratura dei personaggi: Giacomo Tedesco, e il suo sfogo in diretta tv, è ancora limpido nella mente del popolo amaranto.
L'annata sta per finire, sabato sera al "Granillo" arriva il Vicenza a caccia di punti salvezza. La Reggina attende di conoscere il proprio destino, con il rischio che un deferimento possa trasformarsi in qualcosa di più pericoloso dal punto di vista della giustizia sportiva. Ma prima di guardare al futuro, c'è un capitano da omaggiare. Per la professionalità, per il comportamento mai sopra le righe, per tutti i gol fatti. Per quello di Bergamo e per quelli, illusori, di Novara.
Ora tocca a Breda e alla società. Per Bonazzoli sarà quasi sicuramente l'ultima gara al "Granillo", forse in Italia. Merita di essere salutato dal pubblico, e il pubblico merita di essere salutato dal centravanti di Asola. Con la fascia al braccio. Troppe volte sono stati allontanati, o comunque non coinvolti, personaggi storici. Si pensi a Poli e Iacopino, tanto per fare qualche nome.
Bonazzoli fa parte della storia recente della Reggina. Non poterlo salutare doverosamente rappresenterebbe un colpo basso alla passione amaranto.
Praticamente un anno esatto fa, Bonazzoli confessava ai tifosi: «Spero di chiudere la carriera a Reggio» (CLICCA QUI). Qualcosa è cambiato tra lui e la Reggina.
Ma l'amore tra la città e il suo capitano, quello no. E' ancora intatto. Fatecelo almeno salutare.


