CESENA - Il presidente Campdelli, per la panchina, sceglie... il fratello
Singolare scelta del presidente del Cesena, Igor Campedelli. Niente Mangia, niente Atzori o altri nomi accostati alla panchina bianconera. A guidare la squadra neo retrocessa dalla serie A, ci sarà il fratello Nicola, ex calciatore, nell'ultimo anno alla guida del Bellaria, Seconda Divisione Lega Pro.
Il presidente ha commentato così la decisione: "E' stata una scelta complicata, ma speriamo che sia quella giusta, per tutta la gente che gravita intorno al Cesena Per me si trattava di una scelta particolare, è stato Luca a darmi il coraggio e la spinta finale. Si tratta di un contratto di un anno. La scelta è stata convinta dal punto di vista tecnico, non parentale. Mi auspico che il nostro rapporto rimanga tale e quale anche se le nostre strade dovessero dividersi. Avessi avuto questo dubbio avrei preso un'altra decisione".
Il neo tecnico, invece, ha commentato così il suo nuovo incarico:"Faccio una premessa: io ho grande convinzione di essere pronto, sarà un'avventura stimolante, voglio ringraziare la società Cesena Calcio che ha deciso di puntare su di me e darmi quest'opportunità. Negli scorsi anni ho vissuto esperienze bellissime e per questo ringrazio sia i giocatori sia i dirigenti sia del Bellaria sia del Cesenatico. È un discorso che è iniziato circa una settimana fa, ma l'ufficialità è arrivata solo ieri sera: è stato un momento sicuramente emozionante. So che chi ha preso questa decisione l'ha fatta per il bene del Cesena. Con Igor abbiamo valori solidi e non credo che il nostro rapporto cambierà".
Sulle prospettive del Cesena, Campedelli (il tecnico) dice:"L'obiettivo è quello di avere delle persone affamate, che combattono dal primo all'ultimo secondo: credo che sia questo quello che vuole la gente.Ho fatto tutto il settore giovanile qui, so il valore che ha questa maglia. Essere competitivi per me è guardare in faccia gli avversari e andare a batterli.Credo che siano i giocatori ad incidere sulle partite, anche se gli allenatori hanno sicuramente un ruolo fondamentale; per me è molto importante lo studio dell'avversario: si può giocare in un modo e nell'altro, l'importante è che si riesca ad esprimere il gioco nel modo migliore".


