EX AMARANTO - Soviero e il dramma del calcio campano
Alzi la mano chi non si ricorda di Salvatore Soviero, l'estremo difensore che difese la porta amaranto nella prima stagione di Walter Mazzarri (campionato 2004/2005 ndr.) e che si rese protagonista dello sberleffo ai danni di Alessandro Del Piero. Cosa fa oggi giorno il portiere che difese la porta, tra le altre, del Venezia e del Catanzaro, se lo domandano in tanti, anche i tifosi amaranto la cui maggior parte sono rimasti molto legati alla figura di Soviero. La risposta sul suo ruolo attuale nel mondo del calcio è presto data: i colleghi di Resport, portale di informazione calcistica, lo hanno raggiunto ai propri microfoni per dar spazio, al portiere, di denunciare una vicenda grave che dimostra le difficoltà, l'ennesima, del calcio campano. Soviero oggigiorno, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, sta studiando per diventare allenatore e, per fare gavetta, gli era stata data l'opportunità di allenare in un campionato di Eccellenza. Sembrava tutto rose e fiori, Sasà, cosi amano chiamarlo gli amici e i tifosi, era entusiasta dell'opportunità presentatagli. «Poi, però, è cambiato qualcosa: Il primo giorno mi sono presentato per firmare il contratto e sistemare le ultime carte burocratiche - racconta ai microfoni di Ciro De Cesare, Soviero - e lì mi dissero che per accettare l'incarico dovevo portare 50.000 euro di sponsor.» Ecco l'emblema del calcio campano, bisogna pagare per allenare, una vicenda che nell'animo del lettore, dello sportivo, di un uomo eticamente corretto, lascia solo tanto sgomento. E alla domanda del giornalista su cosa Soviero abbia risposto, il numero uno ha detto, con l'estrema simpatia che lo ha sempre contraddistinto: «Se dovevo pagare avrei fatto il presidente, non l'allenatore.»


