TECNICI A CONFRONTO - Dionigi ci prova, manca la qualità
MANDORLINI, voto 6.5
Tanta forza e tecnica che, però, vengono a galla solo a inizio ripresa. Per il resto, il suo Verona dimostra qualche difficoltà, soprattutto per le assenze di due dei tre centrocampisti titolari (Hallfredsson e Cacia): il vantaggio è un regalo di Baiocco, il raddoppio è un rigore molto, ma molto generoso concesso dall'arbitro. Cacciatore davanti alla difesa, senza un trequartista da marcare, è sprecato: Mandorlini lo sposta dopo mezzora nel suo ruolo naturale, dirottando Martinho a fare la mezzala sinistra, al fianco di Jorginho (che torna regista davanti alla difesa).
DIONIGI, voto 6
Decide di giocarsela a viso aperto, almeno dal punto di vista tattico: 3-4-3, con un attacco giovanissimo (un '87, un '91 e un '92, cui subentra un '94). Lui, davanti, ha chiesto uomini di esperienza. Che non sono arrivati, almeno per ora (aspettando Bonazzoli). Anche a centrocampo, non ha elementi di qualità. Il buon approccio della sua squadra è vanificato dalla topica di Baiocco. Insomma, prova a fare le nozze con i fichi secchi, ma torna a casa con un ko. Cambio obbligato quello di Melara, prova a giocare in velocità richiamando un Comi innocuo, controllato dall'ottimo Moras, a beneficio di Louzada. Se il Verona in panchina ha Bojinov, la Reggina 2012-2013 presenta il 17enne brasiliano. La differenza sta anche qui. Ma non dipende dal tecnico. Senza contare il doppio infortunio occorso a Sarno e Bombagi, i due trequartisti di riferimento della squadra amaranto.


