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NOVARA - Annunciato l'ingaggio di Katidis, "l'ignaro" del braccio teso...TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it
venerdì 21 giugno 2013, 14:50Spazio Serie B
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

NOVARA - Annunciato l'ingaggio di Katidis, "l'ignaro" del braccio teso...

Sta destando numerose polemiche, l'annuncio della dirigenza del Novara di voler tesserare il ventenne greco Georgos Katidis.

Katidis ha scatenato il putiferio, venendo escluso da ogni selezione nazionale ellenica, per aver fatto il saluto nazista durante una gara con il suo club, l'Aek Atene.

La Federcalcio greca ha deciso di escludere "a vita" il centrocampista, mentre adesso il Novara vuol concedergli una seconda chance: il giocatore "scioccamente inconsapevole e irrispettoso per milioni di persone che per colpa di falsi ideali e di miti hanno sofferto e pagato con la vita. Ma ora che questo ragazzo è perfettamente conscio, finalmente, del significato e del dramma che quel gesto ha rappresentato, abbiamo pensato di dargli una seconda chance", questo il pensiero della società piemontese, riportato da  Repubblica.it.

In un'intervista a Gazzetta Dello Sport, Katidis si era espresso in questi termini:«Non sono un fascista e non lo avrei fatto se avessi saputo cosa significava. Valuto con attenzione di andare a giocare all’estero, in Grecia mi massacrerebbero al primo errore. Poi, sentendomi dare continuamente del fascista, non potrei giocare a cuor leggero». Dichiarazioni abberranti, lasciateci dire..

Ad ogni modo, la comunità ebraica sta alzando la voce, per sottolineare l'inopportunità della decisione del Novara. Sempre su Repubblica.it, è intervenuto Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi, associazione sportiva ebraica: «L'emulazione è dietro l'angolo e i dirigenti, prima ancora dei tifosi, devono avere l'accortezza di evitare queste situazioni. A Novara parlano di seconda chance e di un gesto inconsapevole. Mio nonno Vittorio, morto ad Auschwitz, questa seconda chance non l'ha avuta, ed era era una persona molto mite che non ha mai fatto gesti inconsulti. Così mi raccontano perché ovviamente io non ho mai potuto conoscerlo».