Le verità di Gattuso, ferito dagli sciacalli: ha rinunciato ai suoi soldi. E smentisce il premio
Il Corriere della Sera torna sul flop della Nazionale italiana e nello specifico offre il punto di vista meno battuto in questi giorni di processo allo stato di salute del nostro calcio e del movimento del pallone che rotola, inseguito da undici calciatori contro altrettanti avversari: quello dell'ex ct Gennaro Gattuso.
Ringhio è orgoglioso per quanto era riuscito a costruire, esordisce l'articolo, in una Nazionale nella quale nessuno metteva piede volentieri. È anche arrabbiato, contro gli sciacalli che aspettavano di poter festeggiare sulle sue sventure, ma anche contro un regolamento assurdo di qualificazioni ai Mondiali. E ora l'ex selezionatore azzurro, alla presenza costante della famiglia al suo fianco per risollevarlo, si sfoga con chi gli è vicino.
Si scende poi nel dettaglio delle dimissioni di Gattuso da ct dell'Italia, arrivate 'solo' venerdì, un ritardo che molti hanno messo nel mirino. Secondo il quotidiano, il motivo è che c'era da sistemare la buonuscita per i membri del suo staff legata al contratto che era valido fino al 20 luglio, data della fine dei Mondiali. E, per sveltire e rendere tutto più semplice, Gattuso ha rinunciato alla sua parte.
Gattuso viene raccontato come un uomo ferito dal risultato, dal terremoto istituzionale che ne è seguito, ma anche dalle illazioni che si sono sommate subito dopo la disfatta bosniaca. Come per esempio quelle legate al premio in denaro per la qualificazione ai Mondiali: per l'ex ct questo è sciacallaggio, perché i giocatori azzurri avranno tanti difetti, ma non sono attaccati al denaro. A loro Gattuso ha detto che questa sconfitta deve renderli più forti. Da parte sua, d'altronde, il tecnico è convinto di aver plasmato un ambiente basato su uno spirito giusto, per cui anche chi era infortunato aveva voluto essere presente.
La verità di Gattuso su Bosnia-Italia è semplice: le occasioni per fare 0-2 ci sono state, fossero state sfruttate, tutti starebbero parlando del grande cuore della Nazionale e cose simili. Discorso simile per i rigori sbagliati. E per il 'miracolo' di Donnarumma che paradossalmente ha finito per arrecare un danno agli Azzurri, visto che se il pallone toccato di mano da Dzeko fosse entrato direttamente, il gol (poi segnato invece da Tabakovic con un tap-in) sarebbe stato annullato.
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