Gasperini: "Se Dybala resta? Intanto ho il merito di averlo fatto parlare con la Roma"
L'allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha parlato ai microfoni de "La Nuova DS" su Rai 2, dopo il raggiungimento della qualificazione alla prossima edizione della Champions League: "Un successo bello, ottenuto in una piazza entusiasta, che ha sempre riempito lo stadio e seguito la squadra ovunque. Bello perché la squadra ha dato tutto dall'inizio, la società non era riuscita a centrare questo obiettivo, averlo centrato con me è una soddisfazione"
Non avete mollato nemmeno nei momenti di difficoltà?
"Abbiamo avuto pochissimi momenti di difficoltà, abbiamo vinto 23 partite. Ma da ogni difficoltà siamo usciti più forti e convinti. Come dopo il pareggio con la Juve, quelli con il Napoli e il Milan, erano visti come passi falsi ma a noi ci hanno fatto invece rafforzare la convinzione che fossimo sulla strada giusta".
Si immaginava subito di raggiungere questo traguardo?
"Venendo a Roma non ci sono altri obiettivi, devi essere competitivo da subito, non puoi pensare di metterci troppi anni. Non solo le prime, ma squadre come Lazio, Atalanta e Bologna erano lì davanti. Ma abbiamo pensato sempre alla Champions con convinzione".
Due anni fa eri a Dublino e lei rimarcò che il percorso era nobile e giusto, come idea, metodo, coraggio. A Roma ha portato questo, senza rallentare. Hai contribuito a cambiare il movimento calcistico italiano.
"È vero, è sempre il viaggio la cosa più bella, oggi c'è un po' di stanchezza, ma il viaggio è sempre stato straordinario dai primi giorni. Sapevo che Roma era una piazza di grande entusiasmo. Non ho mai pensato che fosse difficile lavorare, se non per motivi nostri. Se la squadra ti segue e trovi sintonia con una società ambiziosa allora puoi raggiungere i traguardi. Bisogna tornare al calcio, alle valutazioni, pensare un po' meno ai mercati, a come sistemare i giocatori anche se non sono a favore dell'allenatore. Bisogna che gli allenatori tornino centrali. Quello che circonda l'allenatore non è così capace e competente. Ci sono esempi di allenatori quest'anno con le stesse problematiche. Tornare a parlare di calcio, di giocatori, rende le squadre migliori e meno vulnerabili rispetto ai campionati stranieri. Abbiamo lasciato per troppo tempo le squadre costruite da gente che sa poco di calcio".
Se avesse avuto Malen da agosto sarebbe stato più tranquillo a questo punto del campionato?
"Malen è stato un valore incredibile per lui da gennaio in poi, anche per la continuità che ha avuto, ha avuto sempre prestazioni di alto livello. Non credo che l'anno prossimo possa giocare con questa frequenza e continuità, avrà bisogno di un supporto, spero che la Champions porti questo. La Champions spero possa portarci a parlare di calcio per confrontarci con squadre forti che ci sono in Champions".
La Champions la giocherà con Dybala?
"Bisogna chiederlo a lui ed alla proprietà. Io mi tengo il merito di essere riuscito a farli parlare. Se lo vorrei? Di sicuro, Paulo è straordinario, su questo non ci sono dubbi. Se sono ottimista? Sempre".
Ultime dai canali
Primo piano






