Delvecchio: "Potessi rigiocherei la finale del 2000 con la Francia. Che dolore il gol di Wiltord"
Intervistato dall'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Marco Delvecchio parla della sua esultanza con le mani alle orecchie diventata famosa: "Comincia per sfida: volevo far capire che il mio lavoro lo stavo facendo. Poi, dopo un confronto con i tifosi a Trigoria, quel gesto cambiò significato. Non era più per sentire i fischi, ma l’esultanza della gente. È diventato il mio modo di celebrare la Roma".
L'ex attaccante giallorosso poi si sofferma sul 2000-2001 che portò lo scudetto con Fabio Capello in panchina: "A luglio del 2000 Fabio mi chiamò e mi disse: 'Quest’anno giocherò con Totti e Batistuta davanti, però tu devi farmi tutta la fascia. Solo così possiamo vincere lo scudetto'. Io accettai e lui ebbe ragione".
Ipotizzando di avere una macchina del tempo, Delvecchio sceglie di tornare indietro a quell'Europeo in Olanda e Belgio che vide l'Italia di Zoff arrivare ad un passo dalla gloria: "Rifarei quella finale contro la Francia identica, cambiando soltanto gli ultimi venti secondi. Segnare in una finale europea con la Nazionale è stato straordinario. Prendere quel gol di Wiltord al 93’, invece, è stato uno dei dolori più grandi della mia carriera (si andrà poi ai supplementari col golden gol di Trezeguet, ndr). Secondo solo all’addio alla Roma".
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