Sogni e ambizioni: un’energia da alimentare sul mercato
La Serie A 2026/2027 è già cominciata con la stesura del calendario: la Roma inizierà contro la Fiorentina, curiosamente come nell’ultima stagione - la 2014/2015 - in cui celebrava il ritorno in Champions League dopo qualche anno (anche se in quel caso erano decisamente meno) di assenza. Trovare corsi e ricorsi è un gioco divertente, ma che ha comunque poco valore, utile per passare il tempo da qui al 22 o 23 agosto, quando si ritornerà in campo veramente.
Qualche valutazione può essere comunque fatta ed è facile notare come, dopo un anno di “pace”, il rettilineo finale sia tornato a essere pieno di big match, con addirittura tre gare fuori casa nelle ultime quattro partite. Proprio nel finale di questa di stagione la Roma aveva impresso l’accelerazione decisiva per conquistarsi il terzo posto e la sequenza di impegni così gravosi lascia pensare che ripetersi sarà più difficile: è un fatto oggettivo, al netto della sempre valida possibilità che una o più delle big avversarie possano deludere o, al contrario, essere impegnate nelle fasi finali delle coppe, rimodulando la difficoltà dell’impegno per la Roma.
Ipotesi che sono valide anche per i giallorossi. Scartiamo, almeno per adesso, quella in cui ad aprile e maggio gli obiettivi rimasti possano essere inferiori a quelli che ci si potranno prefissare ad agosto; facciamo lo stesso, sempre per adesso, anche quella per cui una squadra al ritorno in Champions League dopo quasi otto anni possa sorprendentemente giungere così in là di un torneo di un livello così alto. Se Gasperini, però, leggesse questo, potrebbe anche storcere un po’ la bocca. La sua ambizione è stata uno dei carburanti più efficaci per ottenere i 73 punti che hanno permesso alla Roma di tornare sul podio del campionato ed è un’energia che va preservata e possibilmente assecondata sul mercato. Champions League significa alta qualità e alta intensità, e allora entrambe le caratteristiche vanno migliorate nella rosa, andando a prendere sia giocatori di livello che elementi che, stavolta veramente, possano non far rimpiangere i titolari in determinate occasioni.
Pur avendo mancato gli ultimi due appuntamenti, la Roma è abituata a giocare in Europa in primavera e bisognerà fare il possibile per alimentare il sogno di farlo ancora, per fare in modo che, una volta che eventualmente ci si sveglierà, la realtà possa essere migliore di quanto ci si potesse aspettare. Anche con il solito complicato finale di campionato.


