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Campioni, meteore, bidoni, sogni a metà: gli argentini della Roma prima di CastroTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 07:15Serie A
di Marco Conterio

Campioni, meteore, bidoni, sogni a metà: gli argentini della Roma prima di Castro

Gabriel Omar Batistuta non nel suo massimo apice e splendore ma come Re Leone dello Scudetto del Giubileo e del giubilo giallorosso. La copertina degli argentini della storia della 'Magica' è di Batigol, 39 lui compreso prima di Santiago Castro in arrivo dal Bologna a cui andrà Artem Dovbyk in prestito con un'operazione da 'felici tutti', casse degli emiliani comprese e perché no pure Domenico Tedesco che con l'ucraino ha un centravanti che pare dipinto per la sua strategia d'attacco.

Leggende e sogni recenti

Trentanove dicevamo e che giocatori, che nomi. Quattro gli scudettati, in quella Roma pure un muro d'Argentina, Walter Samuel, e Abel Balbo, ossatura di quella fantastica squadra col tricolore gigante cucito sul petto. Prima ancora Michelangelo Panto, classe 1912 da Buenos Aires, scudettato ai trenta quando in Italia infuriava la guerra. Gli ultimi due della lista sono un giocatore che ha rappresentato uno dei sogni più grandi della Capitale, Paulo Dybala, e un giovane che le premesse e le promesse iniziali mica le ha confermate del tutto, Matias Soulé.

I recordmen, i pionieri e le meteore

Balbo il più presente, centottantadue presenze giallorosse, al terzo posto dietro al muro Samuel c'è Federico Fazio. Poi serve memoria, Arturo Chini Luduena, figuriamoci che nel 1934 dopo la Roma andò a vestire la maglia della Lazio. Campioni e meteore, c'è di tutto. Per un Claudio Caniggia c'è un Juan Iturbe, e che illusione che è stato. Per un Gabriel Hainze un Gustavo Bartelt e pure per un Nicolas Burdisso un Gustavo Burdisso. Il primo straniero in assoluto è stato proprio Chini, mica solo il primo argentino, nessuno si ricorderà a cavallo dell'ultimo decennio di Matias Nani, e poi delle illusioni Jonathan Silva, Tiago Casasola fino a giocatori che hanno lasciato traccia sul campo e non solo, Fernando Gago, Leandro Paredes e geni compresi a lampi come Erik Lamela, Diego Perotti e Javier Pastore.