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tmw / roma / Editoriale
Un retrogusto amaro, un sapore nostalgico
venerdì 7 ottobre 2016, 10:00Editoriale
di Alessandro Carducci
per Vocegiallorossa.it
fonte L'editoriale di Alessandro Carducci

Un retrogusto amaro, un sapore nostalgico

Il countdown era iniziato lo scorso marzo, quando Walter Sabatini si presentò davanti ai microfoni dopo Roma-Inter: “Ho chiesto la rescissione del contratto”. Abbiamo passato intere settimane a cercare di capire chi avrebbe condotto il mercato estivo e, alla fine, è stato lo stesso Sabatini a sobbarcarsi l'onore (onere?) di una campagna estiva senza i soldi della Champions, con l'aiuto di Franco Baldini. Proprio la presenza dell'ex dg giallorosso ha aiutato a farci capire come l'avventura in giallorosso fosse comunque prossima alla fine: "Mi sento più libero di lavorare senza Baldini al fianco, grande amico col quale ho condiviso decisioni e sopportato altre, come lui con me. Mi sento libero solo quando sono da solo e con la gente attorno a distanza ragguardevole. A tavola non voglio la destra occupata. Questo non riguarda il Baldini essere umano, persona magnifica e mio amico, ma se faccio le cose con lui le faccio con tempi e modi sbagliati”. Così parlava Sabatini nel settembre del 2013.

CINQUE ANNI - Giudicare l'operato di Walter Sabatini è impresa ardua. Inquieto e irrequieto, ama fare e disfare immergendosi nel mercato h24, sette giorni su sette. Sotto la sua gestione il valore della rosa è aumentato di circa un terzo: i suoi detrattori gli hanno però sempre imputato una certa propensione a cambiare continuamente le rose, stravolgendo ogni anno interi reparti. Tutto vero, soprattutto considerando che la Juventus, per esempio, ha la stessa difesa da cinque anni mentre i capitolini ogni anno cambiano mezzo reparto. A volte però è stato necessario per salvare un bilancio messo sotto la lente di ingrandimento dell'Uefa, un bilancio che non può competere con quello della Juventus con la Roma chiamata lo stesso a confrontarsi con i bianconeri. Da qui le numerose cessioni, che hanno contribuito a far tirare un sospiro di sollievo a Pallotta, meno magari all'allenatore di turno. Non si possono trascurare i numerosi talenti pescati da Sabatini: alcuni hanno fatto la fortuna della squadra, prima di essere ceduti. Altri sono serviti semplicemente per far cassa. Comprati a poco, rivenduti a tanto, in modo da poter finanziare il mercato della prima squadra. Non piacerà ma è così che funziona se non hai uno stadio di proprietà, uno sponsor che versi una montagna di soldi e altre entrate diversificate che la Roma sta cercando di incrementare (anche se la mancanza di un main sponsor grida vendetta).

AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA - In conclusione, errori ne sono stati fatti (qualcuno ha detto Doumbia?), a volte si è ceduto a un istinto barocco del calcio, lasciandosi sedurre dal gusto estetico del calcio senza pensare alla sostanza ma di certo non si può imputare solo a Walter Sabatini la mancanza di trofei in questi 5 anni. Tra qualche anno saremo tutti in grado di analizzare il suo lavoro con più distacco e serenità. Oggi resta un retrogusto amaro, un sapore nostalgico di chi pensa a cosa sarebbe potuto essere e cosa, invece, è stato. 

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