La forza nel credere nelle figure che si scelgono. Ecco perché i progetti Roma sono naufragati e perché rischia anche l'attuale
Cosa succederà ora? Questa è la domanda che la gente si pone. Ranier-Gasperini sembra essere diventata una sfida all'OK Corral. Nel capire quale sarà la scelta, perché ci deve essere arrivati a questo punto, dei Friedkin, l'orizzonte indubbiamente tende ad allargarsi, in quelle che sono le valutazioni da fare.
Stagione dopo stagione la Roma ha visto un depotenziamento tecnico continuo, conti non risanati a sufficienza e scelte societarie non durature. Le parole più inflazionate son sempre state: plusvalenze, progetto, rivoluzione (societaria o tecnica a scelta). Da un lato il progetto stadio arrivato alla terza presidenza che tenta di realizzarlo, dall'altra una gestione spesso complicata della sfera calcistica che resta il core business della Roma.
Il punto è uno: se si vogliono fare rivoluzioni o dare vita a un progetto bisogna avere le idee chiare e avere la forza di credere nelle figure che si scelgono. Le ultime 3 stagioni, questa compresa, sono esattamente l'opposto di come fare. L'esonero di Mourinho (unico ad avere fatto risultati concreti con questo gruppo) ha portato alla scelta "paracula", ma coraggiosa di far sedere sulla panchina De Rossi. Esperienza da allenatore in Serie A zero, ma figura storica del club, un campione del mondo e, in tempi in cui l'Italia fallisce per la terza volta la qualificazione ai Mondiali, è anche troppo per questo campionato. Al via il progetto De Rossi, scelte nuove sui calciatori da portare a Roma, via ingaggi pesanti, via Dybala. Poi 4 giornate del nuovo campionato e ciao, esonerato. Arriva Juric, capo espiatorio di tutta la situazione gestita male (lui ci mette del suo ovviamente), via Lina Soloukou ecco Ranieri il salvatore. Tutto va oltre le più rose aspettative per una Roma che lottava per non retrocedere a un certo punto della stagione. 56 punti in 26 partite, media punti 2.15 e Champions League sfiorata. Una ricetta che funziona che poteva essere riproposta? Si a sentire le ultime parole del tecnico che ha detto di essersi fatto da parte per non far sprecare un anno di costruzione alla società. Al via, dunque un altro progetto: out anche Ghisolfi (durato una stagione), dentro Massara (nel periodo cruciale come la scadenza del 30 giugno per il FFP), dentro Gasperini, La quarta scelta, con Ranieri premiato (giustamente) a Senior Advisor. Una sorta di Papa emerito con Gasperini a dover dire messa ogni domenica. Appena l'obiettivo di rimettere la Chiesa al centro del villaggio (che per noi profani è semplicemente far tornare la Roma in Champions) sembra sfumato si ritorna al punto di partenza: rivoluzione tecnica. Arriva anche il dissing tra Ranieri e Gasperini e viene minato il proseguimento del nuovo progetto. Senza dimenticarci già delle frizioni tra allenatore e DS. Un qualcosa di ciclico che solo la proprietà può mettere fine. Per una volta facendosi sentire non solo internamente, ma anche mediaticamente, visto che, basti vedere il caso Ranieri-Gasperini, i microfoni aumentano notevolmente la cassa di risonanza.






