Gasperini ha conquistato Roma ed è stato conquistato dalla Roma
Non è arrivato a Roma con la nomea di essere simpaticissimo, anzi. Nella Capitale, l’indice di gradimento di Gasperini, prima del suo avvento, era ai minimi termini. Eppure, il tecnico piemontese ha ribaltato la situazione e l’ha fatto senza doversi snaturare, senza piaggerie e salamelecchi. La sua intrinseca praticità, professionalità, passione e dedizione per il lavoro sono emerse con naturalezza e il tifoso romanista, se viene rispettato, ti accoglie e ti dà tutto.
IL METODO GASPERINI, UN PO' SABAUDO, UN PO' TRASTEVERINO
Gian Piero Gasperini non ha fatto grossi proclami e grosse sviolinate, ha lavorato sodo, ha difeso la Roma, il gruppo e ha posto obiettivi ambiziosi ma raggiungibili. Vuole crescere e vuole far crescere la Roma e i risultati lo stanno premiando, non solo sul campo ma anche nel gradimento della città. E poi diciamocelo: sta diventando, pian piano, un po’ trasteverino nell’animo, ma in maniera naturale, non posticcia. Dopo i gol importanti, salta, esulta, vorrebbe correre verso la Sud e deve essere fermato prima che perda il controllo. Non che prima fosse una statua di gesso ma chi lo sa se Roma, tifo e città, con il suo modo di essere, con il suo calore e con l’unicità donatale da un passato glorioso, non stia conquistando Gasp più di quanto ci si sarebbe aspettato. D’altronde, basta leggere le sue dichiarazioni dei mesi scorsi: "Ho da fare un tragitto lungo verso Trigoria, quando passo per Via dei Serpenti vedo il Colosseo e inizio già bene la giornata e non pensavo che la tomba di San Pietro mi emozionasse tanto". Gasp sa bene di essere arrivato con un biglietto da visita non allettante: "Sono piemontese, scuola Juve, sono cittadino onorario di Bergamo, con l'Atalanta che è stata rivale acerrima, ero il candidato meno adatto per entrare in sintonia con la gente", eppure è penetrato con naturalezza nel tifo giallorosso, costruendo qualcosa che sta, finalmente, emozionando la gente.


