In una partita dai due volti, emerge la voglia della Roma di non arrendersi mai
Luca d'Alessandro
Stavolta la rimonta, la doppia rimonta, la compie una Roma che non si dà mai per vinta contro un grande Napoli per gran parte della partita. Anguissa segna in rovesciata, McTominay sigla il raddoppio a inizio ripresa per quello che è un must per i giallorossi, purtroppo. Un primo tempo estremamente difficile dove la Roma fatica a scardinare l'arcigna retroguardia partenopea e soffre tanto, troppo, con Gollini costretto agli straordinari.
Poi i cambi e quando il 3-0 sembrava il risultato più probabile, con una Roma estremamente sbilanciata con Gasperini che si era giocato addirittura la carta Malen-Castro insieme, succede l'inimmaginabile: Soulé e Balerdi in pochissimi minuti riaprono una partita che sembrava ormai chiusa, con annessi processi per una squadra che aveva fallito l'ennesimo big match.
Il calcio è molto particolare e, come successo per la Roma, è il Napoli che sembrava sulle corde a trovare il 3-2. Ancora McTominay a gelare i giallorossi. Un gol pesantissimo, ma questa Roma non ci stava a perdere e con Balerdi, ancora una volta, trova il 3-3 di testa. Roma capoccia.
Resta un'analisi che dimostra come la squadra di Gasperini ancora non ha fatto il passo in avanti per riuscire a vincere i big match in Serie A, ma dall'altra parte se non vinci e non riescono a batterti vuol dire che si è sulla strada giusta. Dopo essere stati rimontata di 2 dall'Inter, di 2 gol dal Real Madrid, stavolta è la Roma a trovare il carattere giusto per conquistare un buon punto per la dinamica del risultato della partita. In piena emergenza offensiva.


