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Salernitana, crisi profonda: ds nervoso, Iervolino contestato. Oggi l'esonero di Raffaele
Alla fine paga Giuseppe Raffaele per tutti. L’ennesima prestazione negativa della Salernitana, abbinata alla clamorosa sconfitta interna col Monopoli, ha spinto la società e la dirigenza a cambiare guida tecnica dopo un mese e mezzo da separati in casa e in cui il mister lavorava pur sapendo di essere stato – di fatto – delegittimato e bocciato da Faggiano. Del resto l’involuzione della squadra è costante e il -14 dalla vetta e il -9 dal Catania secondo costituiscono motivi sufficienti per interrompere la sua avventura all’ombra dell’Arechi.
Fatta eccezione per una partenza super contraddistinta da cinque vittorie in altrettante partite, la Salernitana di Raffaele non ha mai convinto: vittorie risicate e sofferte, ko negli scontri diretti con le prime due della classe, difesa puntualmente perforata, attacco che fatica a incidere pur con nomi importanti in organico, un rapporto con lo spogliatoio venuto progressivamente meno dalla trasferta di Latina in poi, le diversità di vedute con la dirigenza e, infine, un mese e mezzo contraddistinto dalle sconfitte con Siracusa, Cerignola e Monopoli e dai pareggi con Giugliano e Cavese. 5 gare ampiamente alla portata e che hanno sancito al fine del sogno promozione diretta. In mattinata arriveranno le comunicazioni ufficiali, nelle prossime settimane si lavorerà per risolvere il contratto che scadrà a giugno del 2027. Dopo Catania un altro flop in una piazza blasonata.
Chi al suo posto? La società cerca un allenatore che accetti un ruolo da traghettatore fino a giugno, magari con una clausola nel contratto riferita all’eventuale promozione in B attraverso gli spareggi. Bisoli ha detto pubblicamente che sarebbe ben felice di guidare la Salernitana, ma non è un nome sul taccuino della dirigenza. Il ritorno di Marino stuzzica la proprietà, soprattutto per la voglia comune di riscattare la retrocessione contro la Sampdoria che ancora oggi è ferita aperta nel cuore del pubblico granata. A ieri sera nessun contatto ufficiale, ma il club ha preso atto della sua disponibilità: esordirebbe proprio contro il Catania, piazza nella quale ha fatto grandi cose. Fabio Caserta è un profilo che piace molto, ma è legato contrattualmente al Bari. Pagliuca, un mese fa, fu chiamato direttamente dalla dirigenza, ma la richiesta di un anno e mezzo di contratto avrebbe frenato la società e, in particolare, il presidente Maurizio Milan. Anche la categoria costituiva un problema, visto che Pagliuca ha comunque estimatori in B ed è un tesserato dell’Empoli. Resta in piedi anche la soluzione interna che risponde al nome di Guglielmo Stendardo, vicinissimo dopo la sconfitta col Cerignola e comunque allertato dalla proprietà. Soluzione che però si scontra con l’idea di Faggiano che vorrebbe un profilo di maggiore esperienza.
Il ds ieri in conferenza era un fiume in piena. Ha ammesso di non essere riuscito a scuotere il gruppo, ha detto che la squadra gioca male da sempre e ha dichiarato che dopo il mercato di gennaio c’è stato un peggioramento, battibeccando anche con qualche giornalista presente. Se a ciò abbiniamo la discussione a Cava con Raffaele in presenza della squadra è lecito pensare ci sia scarsa serenità all’interno della Salernitana e, dunque, a giugno potrebbe esserci l’esonero anche del direttore sportivo. Altro tesserato che, numeri alla mano, sta facendo malissimo. A proposito di numeri, ieri ufficialmente erano in quasi 8500 sugli spalti, ma in realtà la metà degli abbonati a disertato e in molti sono rimasti a casa. La tifoseria ha intonato cori contro Iervolino invitandolo a cedere la società, messaggi durissimi anche all’indirizzo dei calciatori tacciati di scarso impegno. Insomma, un clima davvero rovente e una situazione incandescente che ha radici lontane: questa rosa non aveva dall’inizio le carte in regola per essere competitiva. E la società rischia di aggiungere alla collezione un altro campionato fallimentare.
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