Salernitana, la panchina lunga il vero tesoro per i playoff
Nel percorso dei playoff, spesso non vince solo chi ha i titolari migliori ma chi riesce a incidere anche con chi parte dalla panchina. In questo senso, la Salernitana può contare su un patrimonio importante, anche alla luce dei recuperi di Capomaggio e Berra, che oggi sono tornati a lavorare col gruppo, seppur parzialmente. A 8 giorni dalla gara d'andata degli ottavi, è probabile che entrambi possano quindi strappare anche la convocazione.
Le ultime partite hanno dimostrato chiaramente che i cambi possono fare la differenza. Gol pesanti ma anche ingressi capaci di cambiare ritmo, alzare l’intensità o dare equilibrio nei momenti più delicati. Non è un caso ma il frutto di una gestione consapevole da parte di Serse Cosmi. Giocatori come Ismail Achik sono diventati armi tattiche fondamentali: imprevedibilità, strappi e qualità negli ultimi metri. Ma non è solo questione di gol.
Gyabuaa ha portato energia e presenza in mezzo al campo mentre Carriero ha garantito ordine e gestione. A questi si aggiungono alternative in ogni reparto, capaci di adattarsi a diverse situazioni di gara. È un fattore che nei playoff pesa ancora di più, considerando il calendario serrato e le partite ravvicinate. Avere una panchina lunga significa poter cambiare volto alla squadra senza abbassare il livello, significa anche poter gestire le energie, cosa fondamentale visto che si gioca ogni tre giorni, evitando cali nel momento decisivo. In un mini-torneo dove le gare saranno erstremamente equilibrate e dove spesso tutto si decide negli ultimi minuti, la Salernitana ha dimostrato di avere molte soluzioni e questo, alla lunga, può fare davvero la differenza.





