La Salernitana non ha ancora finito di stupire: ecco perché arriverà in finale
L'Union Brescia ha giocato la gara di andata con coraggio e ha tenuto testa alla Salernitana all’Arechi. La squadra di Corini ha dominato il primo tempo, costruito le occasioni più nitide e mostrato una superiorità tattica che i granata, orfani di Cosmi per squalifica, non hanno saputo neutralizzare.
I lombardi hanno prosciugato le fonti del gioco salernitano, chiuso le fasce, ingabbiato Ferraris e pressato sistematicamente, mettendo più volte i brividi agli oltre 26.000 spettatori. Chiunque abbia visto la partita con occhi obiettivi non può che riconoscere che il Brescia ha meritato almeno il pari.
L’arbitraggio: Madonia insufficiente, errori clamorosi in serie
Il calcio non si gioca solo con tecnica e tattica: si gioca anche con le decisioni arbitrali. E qui il discorso diventa scottante. La prestazione di Madonia non raggiunge la sufficienza. L’episodio più grave arriva al 62’: Longobardi avanzava verso l’area quando un intervento di Silvestri, considerato l’ultimo uomo, lo ha fermato in modo quantomeno dubbio. L’arbitro ha lasciato proseguire. Non è l’unico episodio controverso: il gol annullato a Mercati al 58’ avrebbe dovuto comportare il secondo giallo per il numero 6 del Brescia (già ammonito), con conseguente espulsione. E dulcis in fundo non ha visto nessuno dei due falli di mano in area granata convalidando gol irregolari prontamente sanzionati dal VAR. Nel post-gara, il designatore Orsato era presente all’Arechi ma se n’è andato senza rilasciare dichiarazioni. Quello degli arbitraggi negativi in casa granata non è un alibi: è una constatazione reiterata.
Perché la Salernitana passerà il turno
Il Brescia è forte, gli arbitraggi continuano a penalizzare i granata. Eppure la Salernitana si qualificherà. Ecco i quattro motivi.
1. Cosmi torna in panchina al Rigamonti. Senza di lui la Salernitana è più macchinosa, meno reattiva, più prevedibile. Con Cosmi i granata ritrovano guida tattica e aggressività nelle scelte. In questa stagione ha già dimostrato di saper leggere le partite e ribaltarle.
2. Il fattore fisico. La Salernitana è l’unica semifinalista con due gare in più nelle spalle. Usura fisica, certo, ma anche rodaggio: i granata hanno già vissuto la pressione delle gare secche a eliminazione diretta. Il Brescia arriva più fresco, ma con meno esperienza recente di questo tipo di contesti.
3. Qualità individuale nei momenti decisivi. De Boer ha già firmato il vantaggio salernitano con una splendida conclusione a giro. Inglese, Ferraris e Achik sono micce pronte a esplodere in qualsiasi momento. La Salernitana ha uomini capaci di inventare qualcosa dal nulla.
4. La legge della regressione: il fattore Crespi. Il numero 99 del Brescia ha stregato la serata: gol annullato, palo, un altro gol annullato per mano altrui e infine la rovesciata del 91’ che ha gelato l’Arechi. Voto 7.5, il migliore in campo. Peccato che nessun giocatore, per quanto dominante, mantenga quel livello per 180 minuti di playoff. La legge della regressione verso la media è impietosa. Al Rigamonti i difensori granata lo conosceranno bene, e Cosmi adotterà le precauzioni del caso.
La Salernitana non è solo una squadra. È una storia che continua a scriversi anche quando le condizioni sembrano avverse. Al Rigamonti si chiude il cerchio.
Forza Bersagliera!






