Servono i fatti: adesso la Salernitana deve scegliere che futuro vuole avere
Le prossime ore rischiano di essere molto più importanti di quanto possa sembrare perché, al di là di nomi, trattative e indiscrezioni di mercato, la Salernitana è arrivata a un bivio, non tanto tecnico ma strategico. La società dovrà infatti fornire le prime risposte a una tifoseria che, dopo aver accompagnato la squadra fino all'ultima partita della stagione, aspetta di capire quali siano realmente le intenzioni della proprietà. Il silenzio seguito all'eliminazione dai playoff è stato comprensibile nei primi giorni della delusione,adesso, però, è arrivato il momento di programmare e farlo per bene. Le sensazioni degli ultimi giorni portano verso la continuità: Serse Cosmi ha ricostruito un gruppo che sembrava aver perso identità e fiducia. I risultati, al netto della semifinale persa contro il Brescia, gli hanno dato ragione. Non è un caso che i suoi messaggi social, le dichiarazioni d'amore verso Salerno e il forte legame creato con la piazza abbiano trovato consenso quasi unanime tra i tifosi.
La conferma dell'allenatore sarebbe il primo tassello ma non basta. La vera sfida sarà capire come migliorare una squadra che ha dimostrato di poter competere ai vertici della categoria senza però riuscire a compiere l'ultimo salto. Gli ultimi mesi hanno evidenziato pregi e difetti della rosa. Le fondamenta ci sono, de Boer e Tascone hanno formato una delle coppie di centrocampo più affidabili del girone, Lescano e Ferrari rappresentano una base offensiva importante, in difesa alcuni elementi come Matino, Berra, Anastasio e Villa hanno dimostrato di poter essere protagonisti anche nella prossima stagione.
I problemi e le lacune però c'erano e andranno colmate. Per questo motivo l'estate granata dovrà essere quella degli innesti mirati più che delle rivoluzioni. Anche le valutazioni sui singoli saranno determinanti: da Capomaggio ad Achik, passando per Gyabuaa, Carriero, Longobardi e Quirini, ci sono situazioni che meritano riflessioni approfondite. Alcuni potrebbero rilanciarsi, altri potrebbero diventare pedine utili per finanziare nuove operazioni. Sul tavolo restano anche le questioni Brancolini, Ferraris e Cabianca. Tre giocatori che, pur essendo rientrati nei rispettivi club di appartenenza, hanno lasciato una buona impressione e potrebbero tornare d'attualità nelle prossime settimane. Nel frattempo la macchina organizzativa non si è fermata. Cascia attende il probabile ritorno della Salernitana per il ritiro estivo, l'Arechi si prepara ad accogliere un'altra stagione con lavori di adeguamento già in corso e la società ragiona sulla futura campagna abbonamenti, forte di una risposta popolare che nei playoff ha raggiunto numeri da categoria superiore. Ed è proprio questo il punto centrale. La Salernitana riparte da una tifoseria che ha già dimostrato di esserci, riparte da una struttura societaria che dovrà diventare più efficiente e sostenibile, riparte da una squadra che ha bisogno di essere completata ma non ricostruita. Adesso, però, servono decisioni perché il tempo delle analisi sta finendo e quello delle scelte è appena cominciato.


