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Il tempo delle promesse è finito: la Salernitana deve costruire una squadra da primo posto
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lorenzo Portanova
per Tuttosalernitana.com

Il tempo delle promesse è finito: la Salernitana deve costruire una squadra da primo posto

Il passato può essere un punto di partenza ma non può diventare un rifugio. La Salernitana ha il dovere di ripartire da quanto di buono è stato costruito nella seconda parte della scorsa stagione, senza però trasformare una semifinale playoff in un traguardo soddisfacente. La rimonta firmata da Serse Cosmi ha restituito entusiasmo, identità e senso di appartenenza ma il verdetto del campo resta uno solo, la mancata promozione in Serie B. Per questo motivo la scelta della società di confermare sia Cosmi sia Daniele Faggiano assume un significato preciso. Non è stata una decisione dettata dalla riconoscenza bensì dalla convinzione che il lavoro svolto negli ultimi mesi rappresenti una base solida sulla quale costruire una squadra ancora più forte. Continuità, dunque, ma senza accontentarsi.

Adesso, però, arriva la parte più complicata. La scorsa estate la Salernitana era chiamata a ricostruire quasi completamente un organico dopo anni difficili. Stavolta il contesto è diverso. Esiste già un'ossatura importante, composta da giocatori che hanno dimostrato di poter fare la differenza in Serie C. Proprio per questo gli errori dovranno essere ridotti al minimo. L'obiettivo non può essere semplicemente quello di disputare un altro campionato di vertice. La Salernitana deve presentarsi ai nastri di partenza con l'ambizione di occupare stabilmente il primo posto, provando a costruire un percorso simile a quello del Benevento nella scorsa stagione. Una squadra capace di prendere in mano il campionato fin dalle prime giornate, senza arrivare in primavera con la necessità di rincorrere.

Per riuscirci serviranno scelte coraggiose. Faggiano dovrà consegnare a Cosmi una rosa quasi completa già all'inizio del ritiro, è una necessità prima ancora che un desiderio. Lo scorso anno il direttore sportivo aveva indicato questa come priorità, ma il mercato si sviluppò troppo lentamente e molti elementi arrivarono soltanto ad agosto inoltrato, quando la preparazione era ormai già conclusa e il campionato alle porte. Quest'anno non ci sono margini per ripetere lo stesso copione. Il ritiro dovrà essere il momento in cui nasce la nuova Salernitana, non il periodo in cui si aspettano rinforzi. Il tecnico deve poter lavorare fin dal primo giorno con gran parte dei titolari, costruendo automatismi, condizione atletica e spirito di gruppo. Gli eventuali innesti delle ultime settimane di mercato dovranno rappresentare semplici rifiniture o ciliegine sulla torta, non interventi indispensabili per completare la squadra.

Naturalmente serviranno anche scelte difficili. Alcuni calciatori lasceranno Salerno, altri saranno sacrificati per esigenze tecniche o economiche. L'importante è che ogni operazione segua un'idea precisa e non sia dettata dalle emergenze e che non si attenda una cessione per prendere un calciatore. C'è poi un altro aspetto che non può essere ignorato. I circa 70 mila spettatori presenti complessivamente nelle tre gare dei playoff hanno dimostrato che questa piazza continua ad avere un patrimonio straordinario, una tifoseria capace di riempire lo stadio, sostenere la squadra e credere nel progetto anche dopo stagioni complicate, un patrimonio che merita una risposta all'altezza. La conferma di Cosmi e Faggiano è stata il primo segnale, il mercato dovrà essere il secondo, poi toccherà al campo perché il tempo delle promesse è terminato: adesso la Salernitana deve costruire una squadra capace di vincere il campionato, senza aspettare che siano i playoff a decidere il proprio destino.