Maresca sulle orme di Guardiola: nuovo allenatore del City. Chelsea "deluso", lui si scusa
Il Chelsea ha voluto mettere i puntini sulle "i" sul caso Enzo Maresca. Il tecnico italiano, dopo la rottura inaspettata lo scorso 1° gennaio con i Blues, ha apparecchiato tutto l'occorrente per diventare a tutti gli effetti il nuovo allenatore del Manchester City. Il manager 46enne ha firmato un contratto di 3 anni (fino al 2029) con il club, raccogliendo come previsto il testimone da Pep Guardiola, che invece ha lasciato la panchina dei citizens dopo 10 anni di trofei e successi.
La nomina era stata bloccata dalle trattative tra il Chelsea e il City per il pagamento di indennizzo, che prevede una cifra di circa 20 milioni di euro in favore del club londinese per gli anni rimanenti di contratto che legavano ancora Maresca ai Blues, nonostante il divorzio. Un addio che l'ex allenatore del Parma ha specificato aver avuto le sembianze di dimissioni consegnate a Stamford Bridge, riconoscendo che ciò gli ha "aperto la strada" per unirsi al City.
Ma il Chelsea non è rimasto in silenzio. Anche e soprattutto per tutelare la propria immagine, ha precisato che le dimissioni di Maresca sono state una "decisione di non continuare a adempiere alle proprie responsabilità". E la ferita fa ancora male, evidentemente: "Ovviamente ci siamo sentiti delusi, poiché ritenevamo che la sua testa e il suo cuore fossero rivolti a un altro club e a un’altra opportunità, nonostante fosse arrivato al Chelsea soltanto l’anno precedente".
Maresca, che ha trascorso una stagione come vice di Guardiola al Manchester City durante l'annata del Treble 2022-23, si è scusato con il Chelsea per il modo in care ha lasciato il club. "La decisione è stata solo mia", ha scritto su Instagram. "Riconosco che la mia partenza dal Chelsea a metà stagione ha causato disagi al club e me ne scuso. Non era né la mia intenzione né il mio desiderio". Definiti tutti i retroscena e gli intrighi tra club e "spasimanti" vari, adesso l'italiano di 56 anni può guardare solamente avanti e aprire un nuovo ciclo all'ombra dell'Etihad Stadium.






