Atalanta furiosa...per cosa? Arbitraggio perfetto. A Catania rigore contro inesistente, ma zero polemiche nerazzurre
Fa un certo effetto prendere atto della scelta dell'Atalanta23 di indire il silenzio stampa dopo la partita persa meritatamente contro la Salernitana, uno 0-1 condizionato non dalle sviste arbitrali, ma da un nervosismo che ha sorpreso tutti coloro che hanno assistito alla partita. Il signor Lovison, ben coadiuvato dagli assistenti e del quarto uomo, non ha sbagliato praticamente nulla e non è colpa del direttore di gara se Cissè, a palla lontana e senza motivo, colpisce Matino. Il regolamento parla chiaro: il gesto va punito col rosso diretto a prescindere dall'entità e anche dopo la revisione non è cambiato il giudizio del fischietto veneto.
Sacrosanto anche il secondo cartellino rosso, il fallaccio di Bonanomi su Capomaggio poteva avere gravi conseguenze per il capitano granata che, per fortuna, dopo tre minuti si è rialzato pur convivendo col dolore fino alla fine. Non vogliamo certo condannare una società che, per organizzazione e programmazione, è emblema di progettualità, ci mancherebbe. Ma ci aspetteremmo da Percassi e dalla dirigenza una metaforica tiratina d'orecchie per un calciatore che entra a gamba altissima su un avversario in possesso palla e per un allenatore che si è fatto espellere dopo sei minuti non contribuendo certo a rasserenare gli animi. Brava invece la Salernitana a non cadere nella trappola e a gestire il match con disinvoltura, vincendo e sfiorando in quattro occasioni il raddoppio.
Molto più sereno l'atteggiamento palesato dall'Atalanta23 quando, a Catania, i nerazzurri persero a causa di un rigore mlto, molto generoso. In quella circostanza non ricordiamo nè uno staff tecnico furioso, nè un silenzio stampa. Invece ricordiamo che Lovison, in Salernitana-Cavese, negò un rigore netto alla Salernitana graziando Fornito per un fallaccio da rosso diretto su Tascone.






